mercoledì 24 dicembre 2014

I miei auguri più affettuosi per il Natale e il nuovo anno 2015

Carissimi amici , desidero fare a voi tutti i miei auguri più affettuosi per il Natale e il nuovo anno 2015 ringraziandovi del calore e dell'amicizia che mi avete donato. Non certo con animo lieto saluto l'anno che sta morendo: le ingiustizie sociali si sono acuite e i diritti civili sempre più violati a scapito dei più deboli. La politica è ancora condizionata da chi ha il peso maggiore di questa crisi e tenta riforme eversive della Costituzione . La maggioranza anziché pensare al bene comune , difende i privilegi di pochi garantendo, con leggi fasciste del 1930, l'impunità di corrotti e corruttori, criminalizzando chi difende la vita e l'ambiente. La situazione sociale è intollerabile; vi è una parte del nostro popolo, la maggioranza – che va dall'operaio al professore, dall'impiegato all'esodato, dal disoccupato al pensionato, dallo studente al piccolo e medio imprenditore- costretta a sopportare tutto il peso della crisi. E un'altra parte ha più di quanto abbisogni e rifiuta non solo di accettare sacrifici , ma specula sulla crisi per aumentare il proprio benessere, rendendo più penoso il sacrificio della maggioranza. Ora è ingenuo pensare di superare l'angustia di meschini interessi con il consenso dei privilegiati . Ricordiamo quanto disse Aldo Moro; la resistenza nella difesa di ingiusti privilegi deve essere contrastata con tenacia per avere una società più giusta. “Io penso che la città, se tutta quanta è prospera, arreca ai cittadini più vantaggi che se fosse fortunata in ciascuno dei suoi cittadini, ma andasse in rovina nel suo complesso”(Tucidide II ) E' ciò che dimenticano coloro che che vogliono costruire la propria fortuna mantenendo gli altri nel bisogno. Bisogna avere la consapevolezza che “nessuno tra i cittadini deve ritenere di appartenere a se stesso, ma tutti allo Stato, perchè ciascuno è parte dello Stato e la cura di ciascuna parte deve tener conto della cura del tutto” ( Aristotele politica VIII)
Non possiamo più accettare l'assenza di molti giovani dalla vita sociale e politica , la loro indifferenza, la mancanza di ideali, il loro scetticismo. C'è un'enorme moltitudine lontana da ogni ideale, da ogni umana passione, da ogni speranza. Ciò è responsabilità di politici , me compreso , per non avere saputo creare le condizioni perché la speranza apparisse concreta e fosse giusto credere negli ideali di eguaglianza dei diritti sociali. Tuttavia non possiamo arrenderci . Bisogna agire per recuperare la forza vitale dei milioni di giovani, il loro slancio di energie, il loro spirito di giovinezza, il loro amore per la vita e la solidarietà , instillando in loro la passione per la politica e la fiducia di realizzare quel continuo ricambio attraverso il quale si verifica senza posa , nelle vere democrazie,il rinnovamento della classe politica dirigente, che non rimanga una casta chiusa, come è oggi, ma è la espressione aperta e mutevole delle forze più giovani e meritevoli della società. Un abbraccio a tutti voi con umiltà e amore

Gli attentati contro la linea ferroviaria Firenze Bologna sono atti della strategia della tensione per criminalizzare i movimenti No Tav

Cari amici, da ex magistrato che si è occupato di terrorismo di ogni genere, voglio informare gli italiani che gli attentati contro la linea ferroviaria Firenze Bologna, sono atti gravi ma non sono opera dei No Tav, ma atti della strategia della tensione per criminalizzare i movimenti No Tav e reagire alle inchieste della magistratura di Firenze e di Torino che sta indagando su gravi delitti attribuiti nelle ordinanze di custodia cautelare a funzionari ministeriali , funzionari delle stazioni appaltanti, esponenti del crimine organizzato e appaltatori.

martedì 23 dicembre 2014

Documento esemplare preparato dall'avv Felice Besostri

Cari amici,
richiamo la vostra attenzione sul  documento esemplare preparato dall'avv  Felice Besostri, grande costituzionalista e  demolitore del porcellum, in difesa della Costituzione , documento  da conoscere nel momento in cui  il Presidente Renzi prepara l'assalto finale alla nostra Carta fondamentale con la orrenda  legge Italicum e la  revisione  del Senato. E nel momento in cui il Presidente della Repubblica , anzichè  difendere la Costituzione con disciplina e onore  (art 54 ), avendo prestato   giuramento di "fedeltà  alla Repubblica e di osservanza della Costituzione", sostiene "bicameralismo passo falso dei costituenti".
Besostri dice che "paradossalmente la vicenda dell'Italicum (approvato solo dalla Camera) illustra i meriti” del bicameralismo: ci fosse stata una sola Camera dovevano prendere la decisione di trattare in sequenza  la revisione costituzionale e la legge elettorale, decidendo quale fosse prioritaria.  Grazie alle due Camere  si può lavorare in parallelo ed essere incuranti della logica costituzionale, ma unicamente  di quella della politica contingente e degli umori dei soggetti politici in campo e di quelli istituzionali, in primo luogo il Presidente della Repubblica.
Cari amici , questo è un passaggio fondamentale della democrazia e che dobbiamo essere tutti presenti  e  consapevoli.
Ferdinando Imposimato


La difesa dell’ordinamento democratico e costituzionale:
PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI
L’attenzione preoccupata per i procedimenti legislativi in corso, che sarebbe improprio chiamare di riforma costituzionale ed elettorale, si è concentrata sulla revisione costituzionale all’esame della Camera, dopo essere stata approvata in tutta fretta e con sviste clamorose dal Senato nell’agosto di quest’anno, e sulla legge elettorale conosciuta come Italikum( è un mio vezzo sostituire la c con la k )all’esame del Senato dopo essere stata approvata dalla Camera, che  aveva pensato solo a se stessa salvando la sua composizione di 630 membri.  Del tutto paradossalmente la vicenda illustra i “meriti” del bicameralismo: ci fosse stata una sola Camera dovevano prendere la decisione di trattare in sequenza  la revisione costituzionale e la legge elettorale, decidendo quale fosse prioritaria. Secondo logica la revisione costituzionale dovrebbe avere la precedenza, solo a Costituzione variata si giustifica una legge che riserva l’elezione diretta alla sola Camera dei deputati. Grazie alle due Camere, invece, si può lavorare in parallelo ed essere incuranti della logica costituzionale, ma unicamente  di quella della politica contingente e degli umori dei soggetti politici in campo e di quelli istituzionali, in primo luogo il Presidente della Repubblica.
Chiaramente quei due provvedimenti scardinano il nostro ordinamento costituzionale, eliminando di fatto i contrappesi e diminuendo le stesse garanzie costituzionali rappresentate dalla Corte Costituzionale e da una Presidenza come configurata dalla Costituzione. Con il premio di maggioranza e le soglie di accesso (la cui compresenza già provoca di per sé  una pesante distorsione dell’uguaglianza del voto e quindi della rappresentanza), la sproporzione numerica tra Camera(630) e Senato(100) assicura ad una forza politica  di maggioranza relativa, per di più ottenuta con  una decrescente partecipazione elettorale,  l’elezione del Presidente, dei membri laici del CSM e di 3 membri della Consulta. Ma il nuovo ordinamento si sta preparando da tempo attraverso una serie di norme, che sono apparentemente slegate tra loro e che non hanno suscitato opposizione della stessa intensità e non hanno coinvolto le associazioni o forze politiche e le personalità, che si oppongono alla revisione costituzionale e alla legge elettorale in itinere.
Una legge ha già esplicato i suoi effetti nell’indifferenza dell’opinione pubblica e delle forze politiche , anche quelle all’opposizione nel Parlamento od anche non rappresentate. Si è votato in 64 province, sì quell’ente locale territoriale che doveva essere soppresso e che nell’attesa erano stati raggruppati  e nelle città metropolitane continentali  con l’esclusione di Reggio Calabria e Venezia.  
Le elezioni non si sono  svolte nelle province di Imperia, Viterbo , L'Aquila e Caserta (scadenza mandato: primavera 2015) e nelle province di Vercelli, Mantova, Pavia, Treviso, Ravenna, Lucca, Macerata e Campobasso (scadenza mandato: primavera 2016). In ben 18 province su 64, il 28,13%, vi era un unico candidato presidente e in alcune province addirittura una lista unica con un numero di candidati  pari ai posti. Allego un prospetto delle elezioni provinciali che da immediato conto del degrado politico, che è frutto diretto delle elezioni di Presidenti di Provincia e Consiglio Provinciale con un sistema di secondo grado, in difformità dagli artt. 48 e 51  Cost., con elettorato attivo e passivo riservato ai sindaci e consiglieri comunali della Provincia e, solo per questa volta, con elettorato passivo esteso ai componenti del Consiglio Provinciale uscente, se non commissariato. Con le elezioni di secondo grado si evita l’incertezza di un premio di maggioranza a rischio di costituzionalità e che al massimo consente di sapere chi governerà La sera delle elezioni. Con le elezioni di secondo grado e un corpo elettorale ristretto si può conoscere chi vincerà la sera prima delle elezioni!! .
Le elezioni provinciali impugnate sono state quelle della Regione a statuto speciale del Friuli V. G. con l’effetto di ottenere un’ordinanza, la n. 495/2014, del TAR Friuli V.G. di rinvio in Corte Costituzionale  della legge regionale ricalcata sulla l.n. 56/2014, la cosiddetta Del Rio, e quella di Avellino. Sono state impugnate anche le “elezioni” delle Città Metropolitane di Napoli e Milano e probabilmente Torino. Ci sono in corso, cioè già radicate delle azioni contro le province di Como e Monza Brianza, ma senza impugnare i risultati, ma come azioni di accertamento, sul modello usato per il porcellum e replicato con successo ( ordinanze di rinvio alla Corte Costituzionale dei Tribunali civili di Venezia, Cagliari e Trieste ) per le legge n. 18/1979, per l del diritto dei cittadini elettori di eleggere gli organi provinciali. Iniziative analoghe sono in gestazione in Toscana.  Corre l’obbligo di segnalare che al contrario il TAR di Palermo (sent. n. 17/2014) ha legittimato la costituzionalità di una elezione di secondo grado previsto  dalla legge siciliana per l’elezione delle Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina.
In previsione  della elezione in secondo grado del Senato, si è accentuata la deriva maggioritaria delle leggi elettorali, regionali, si  veda ad esempio la Lombardia, la Sardegna, la Calabria e da ultimo la Toscana. Il principio del premio di maggioranza dato in base ai voti del candidato Presidente, per il quale è ammesso il voto disgiunto, ad esclusivo beneficio delle liste a lui collegate senza una soglia minima di consenso, a differenza delle elezioni municipali e dei principi ex sentenza n. 1/2014 della Corte Cost,. è già stata rinviato alla Consulta dal TAR Lombardia Milano, sez. III con ordinanza n. 2261/2013 ed è in attesa della fissazione d’udienza. Preso il Tribunale civile di Napoli è pendente un ricorso di accertamento del diritto di voto in modo conforme alla costituzione avverso alla legge elettorale campana. Una decisione analoga è imminente per la Toscana, mentre l’inerzia degli sconfitti  nelle ragionali calabresi, non consentirà di sollevare la questione di costituzionalità in sede di impugnazione ex art. 130 C. p.a. delle recenti elezioni.
A fronte di questa situazione  non è più tempo di appelli, ma di dare inizio ad una situazione sistematica di contrasto, cioè di intraprendere azioni finalizzate ad ottenere un controllo di costituzionalità sulle leggi elettorali prima che siano applicate e si svolgano elezioni  con leggi di sospetta costituzionalità ovvero impugnando la proclamazione degli esiti di processi elettorali  svolti con leggi di dubbia costituzionalità. Non è possibile che un’azione di questa ampiezza sia lasciata alla spontaneità creativa di qualche avvocato democratico e dipendere da sensibilità locali di persone che decidano di figurare come attori/ricorrenti. Bisogna trovare ruoli per tutti quelli che condividono le apprensioni per la saldezza del quadro costituzionale democratico, gli equilibri tra gli organi ai vertici delle istituzioni, per la rappresentanza politica dei cittadini sia come persone, che come associazioni, movimenti, sindacati e partiti.
Si tratta di prendere decisioni politiche per passare dai proclami ai fatti.
Milano 14/12/2014
Felice Besostri
P.S. Gli Avvocati che vogliono impegnarsi ad essere punto di riferimento nelle varie Province e Regioni segnalino la loro disponibilità a fc.besostri@libero.it

domenica 21 dicembre 2014

La legge sulla stabilità del 20 dicembre 2014. Inerzia inquietante nel ridurre la diseguaglianza sociale. Arricchimento di pochi percettori e distributori di tangenti

Col voto di fiducia al Senato sulla legge di stabilità, il Presidente Piero Grasso ha violato principi elementari di democrazia, che significa trasparenza e rispetto della opposizione. Egli ha costretto il Senato a votare, senza discutere e senza conoscerne il contenuto , la legge preparata dal Governo.
Di fronte alla drammatica crisi, che colpisce i più bisognosi, Matteo Renzi, ha dimostrato una inerzia inquietante nel ridurre la diseguaglianza sociale, intervenendo nel settore dei privilegi di Camera, Senato e Quirinale, e in quello delle società private che fruiscono del denaro pubblico. Esse sono in Italia la prima causa della corruzione per 70 miliardi di euro che gravano sui lavoratori , sui disoccupati e sui giovani . Appare assurdo considerare private società in cui il socio pubblico, lo Stato, detiene la totalità o maggioranza del capitale sociale. Si tratta di un fiume di euro che potrebbe salvare il Paese dalla drammatica crisi che vive da anni.
Il Governo Renzi doveva procedere, con la manovra , alla soppressione o riduzione delle 30.000 società partecipate di Regioni, Province e Comuni . Il cui scopo è l'arricchimento di pochi percettori e distributori di tangenti e la creazione di migliaia di posti di lavoro per parenti, amici, amanti e clienti. Esse impediscono ai più meritevoli di accedere alla Pubblica Amministrazione a causa della sistematica soppressione dei concorsi pubblici.
La legge sulla stabilità, col voto del Senato, del 20 dicembre 2014, ha sancito il principio che i sussidi alla società pubbliche non si possono tagliare. Nonostante siano ingiusta sottrazione di risorse ai cittadini, meri regali o scandalosi furti ai bisognosi. Dei circa 33 miliardi di euro versati dallo Stato alle aziende , 30 sono finiti a società pubbliche , come TAV, FFSS, Expo, Mose, etc, per fare risultare sostenibili bilanci che altrimenti sarebbero stati in rosso.
Da consulente del Governo Monti, il prof Francesco Giavazzi , un liberale illuminato, propose un taglio di società pubbliche radicale, rifiutato da Monti. Poi è arrivato Matteo Renzi che, nel programma delle primarie del 2013, per la segreteria del partito democratico promise “una riduzione del 20-25% degli investimenti alle imprese pubbliche. Con l'obiettivo di risparmiare 12-16 miliardi di euro”. Ora che aveva la possibilità di mantene l'impegno con la legge di stabilità, è andato nella direzione contraria. Ha rinviato la decisione a data da stabilire; cioè a mai. Nella legge di stabilità sono saltati i tagli di 12-16 miliardi di finanziamenti alle società pubbliche che sarebbero dovuti andare al lavoro, alla scuola e agli esodati. Così resistono i finanziamenti pubblici alle imprese come FFSS, Expo, Tav, Mose, e via di seguito che distorcono la competizione e favoriscono la corruzione e il potenziamento delle organizzazioni criminali.
Il pres Renzi , di fronte allo scandalo gravissimo che ha travolto il comune di Roma e i politici delle larghe intese, propone un testo contro la corruzione insufficiente. Ed anzi contro producente perché rischia di scoraggiare i pochissimi che denunziano i furti di Stato. E' “una manovra contro la corruzione irrisoria , di mera propaganda, ma priva di forza dissuasiva e repressiva. Lo scandalo delle prescrizione è un beneficio ingiustificato per i potenti , mentre i più deboli pagano con pene severe, e gli assassini della salute pubblica sono assolti da crimini contro l'umanità.

venerdì 19 dicembre 2014

I due marò italiani detenuti in India

Contro i due marò italiani detenuti in India, dal 15 febbraio 2012, non è ancora stata formulata un'accusa precisa di concorso in omicidio volontario o altra accusa. Questo viola un principio fondamentale del giusto processo In tutte le convenzioni internazionali si stabilisce il principio che "ogni individuo accusato di un reato ha diritto come minimo alle seguenti garanzie.1) ad essere informato sollecitamente e in modo circostanziato della natura e dei motivi dell'accusa a lui rivolta" ( Patto NY sui diritti civili del 16 dicembre 1966). Questo costituisce un grave abuso, poichè i due accusati non hanno modo di difendersi.

giovedì 18 dicembre 2014

Ricordiamo ai governanti che debbono rispettare sempre la Costituzione

Carissimi amici di Savona, della Toscana , dell'Emilia, del Veneto , della Lobardia, del Piemonte , della Liguria e della Val di Susa, ricordiamo ai governanti che debbono rispettare sempre la Costituzione nell'adottare le leggi e i provvedimenti amministrativi e nel concedere autorizzazioni allo sfruttamento del territorio. Ricordiamo loro il diritto inviolabile dei cittadini e di tutti gli uomini ( art 2) alla tutela del paesaggio, dell'ambiente e del territorio ( art 9 ) e alla tutela della salute il quale è non solo "fondamentale diritto dei cittadini ma interesse della collettività" ( art 32), e diciamo loro che essi debbono osservare quegli articoli con disciplina e onore ( art 54 ), non restando inerti di fronte alle sciagurate iniziative di speculatori e predatori del territorio. Ringraziamo quanti si battono ogni giorno per la difesa di quei diritti Noi non staremo a guardare. Ferdinando Imposimato

martedì 16 dicembre 2014

Non sono queste le priorità di cui ha bisogno il Paese. Come fa il Presidente a non pretendere la prima delle riforme, la soluzione del conflitto di interessi

Non sono d'accordo col Presidente della Repubblica sulle riforme da varare presto: Italicum e nuovo Senato. Non sono queste le priorità di cui ha bisogno il Paese. Il primo obiettivo-lo ribadiamo- è il superamento delle enormi diseguaglianze tra una immensa quantità di cittadini privi di mezzi per soddisfare bisogni vitali e una minoranza che accumula maggiori ricchezze e privilegi. Noi vogliamo la effettiva eguaglianza dei diritti e delle possibilità degli uomini nella vita sociale, che non abbia più settori marginali. La resistenza a questa espansione dei diritti da parte delle caste privilegiate è forte e richiede un intervento deciso della opposizione che renda possibili le rinunce ai privilegi e realizzi l'estensione dei diritti e l'espansione vitale della società.. Ma come fa il presidente della Repubblica a sorvolare sul perdurante sperpero di risorse da parte delle società pubbliche. Dei 33 miliardi versati dallo Stato alle imprese , 30 sono andati alle società partecipate, per riequilibrare i loro bilanci fallimentari. Eppure il pres Renzi aveva promesso nel 2013 una riduzione di questa ingiusta beneficenza alle varie TAV, Expo, Mose , FFSS, Ama, Eni, e via di seguito. Sono queste le riforme che servono. Quei 30 miliardi servono alla scuola, al lavoro, alle pensioni, alle case ai servizi sociali. Ed invece nulla di tutto questo. Ma come fa il Presidente della Repubblica a tollerare che 30.000 società partecipate volute da Regioni, Province e Comuni , vivano con i soldi pubblici, senza controlli della spesa. Lo scopo di queste società è la creazione di migliaia di posti per parenti, amici e clienti. Esse impediscono ai più meritevoli di accedere alla Pubblica Amministrazione a causa della sistematica soppressione dei concorsi pubblici. Come fa il Presidente a non pretendere la prima delle riforme, la soluzione del conflitto di interessi, che investe la essenza stessa della democrazia, con la presenza in Parlamento di soggetti che versano il palese conflitto di interessi denunziato dalla opposizione e di un ex Presidente del Consiglio che detiene tre TV private con cui disinforma ogni giorno i cittadini su ogni affare pubblico e privato , concedendo enormi vantaggi nelle competizioni elettorali. Il conflitto di interessi viola il principio costituzionale della uguaglianza di tutti i cittadini nell'accesso alle cariche elettive stabilito dagli art 3 e 51 della Costituzione . Perché democrazia vuol dire competizione alla pari tra i partecipanti alla contesa elettorale. Ci sono giovani , donne e lavoratori che, per qualità e ingegno, possono dare in Parlamento un contributo fondamentale alla soluzione della crisi gravissima in cui versa il Paese , costretti a vivere ai margini. A loro va il mio pensiero solidale

domenica 14 dicembre 2014

OLIMPIADI DI ROMA 2024? Una follia



Il Sindaco Marino,  ignorando il sacco di Roma che  sta distruggendo la città eterna,  vuole  la candidatura di Roma alle olimpiadi 2024,  “ non una competizione in Italia, ma tra l’Italia e il resto del mondo” per  “farci sentire orgogliosi di portare un evento così importante nel nostro paese”. Marino raccoglie l'appello di  Giovanni  Malagò e  del  Pres Renzi, che usano  le Olimpiadi come  specchietto per gli allocchi e per la speculazione selvaggia alle spalle dei cittadini.  Diciamo “No alle Olimpiadi romane”  evocando il monito di Pietro Mennea  mitico vincitore e recordman  dei 200 metri che rilasciò questa intervista il 9 ottobre 2011

 Perché una città e un Paese   chiedono   di ospitare   i  Giochi Olimpici?
Un Paese civile, governato da una classe dirigente responsabile, quando vi è un’economia stagnante il cui PIL è del + 1%  ( oggi siamo in recessione) non dovrebbe chiedere mai la candidatura alle Olimpiadi.  Soprattutto  una città come Roma, che non ha i conti pubblici in ordine,  ha una situazione debitoria molto elevata. Per l’Italia con uno dei più alti debiti pubblici al mondo- quello italiano è il terzo debito pubblico del mondo-  con  1 miliardo e 900 milioni di euro e cresce a ritmi del 4%-  non appare opportuno affrontare questo genere di eventi.  Questi  eventi  durano  quindici giorni. Una volta terminati, lasciano solo costi e oneri infiniti a carico della città e del Paese che li organizza. Stiamo pagando la gestione degli impianti per i Giochi invernali di Torino, mentre la Grecia è nella drammatica crisi  economica anche per le Olimpiadi del 2004».

 Lei è convinto che le Olimpiadi non farebbero bene a Roma?
Nella storia delle Olimpiadi, dal 1896  in poi , ogni paese organizzatore ha dovuto affrontare una recessione cronica, fatta eccezione per l’Olimpiadi di Atlanta,  perché erano stati costruiti pochi impianti. Negli altri  casi l’economia del paese subito dopo è entrata in crisi.

 Può farci qualche esempio?
A partire dai Giochi Olimpici di Melbourne 1956, Tokyo 1964, Los Angeles 1984, Seoul 1988, l’economia nazionale dopo le Olimpiadi ha avuto una brusca frenata.
Dopo le Olimpiadi di Barcellona 1992, in Spagna si è avuta  una forte recessione.
Anche la Cina, che vanta la più ricca economia mondiale, dopo i Giochi del 2008 ha subito una lieve recessione e oggi molti degli impianti costruiti sono usati per altri scopi perché i costi di gestione risultano  insostenibili.

I cittadini francesi, per aver organizzato i Giochi invernali di Grenoble 1968, hanno terminato di pagare una tassa maggiorata, trent’anni dopo, cioè nel 1998.
Per quelli di Sidney i cittadini australiani stanno ancora pagando la gestione degli impianti, mentre in Grecia, la maggior parte dei 21 impianti costruiti non è più funzionante oppure sono soggetti a un forte degrado. Anche i  tedeschi e canadesi, che hanno ospitato le Olimpiadi di Monaco 1972 e Montreal  1976, hanno finito di pagare la tassa per i Giochi nel 2005. Ed è  qui il problema,  finché queste strutture non sono smantellate, bisogna  continuare a pagare le altissime spese di gestione.

 I Giochi non  influiscono  positivamente sull’economia del Paese?
Uno studio della Commissione cultura e sport  presentato alla Camera dei Comuni di Londra nel 2007, ha dimostrato che queste strutture sono uno spreco di denaro;  e che «nessun Paese che ha ospitato i Giochi Olimpici è riuscito a dimostrare il beneficio diretto dell’organizzazione dell’evento e dell’usufrutto delle strutture».

Quanto  si dovrà  investire  se Roma ospiterà  l’evento?
Si parla di dodici miliardi di euro  ma sono sicuro che, nel caso in cui Roma dovesse davvero ospitare la manifestazione, alla fine la cifra aumenterà notevolmente.
Per l’eventuale Olimpiade a Roma nel 2020,  l’investimento pubblico dovrebbe essere di quattro miliardi e il resto sarebbe affidato ai privati, ma non sarà così perché i privati non hanno né la possibilità né la voglia di spendere cifre così alte, soprattutto in questa fase di crisi economica generale ( come è accaduto per la TAV e altre opere pubbliche).

 Ma quali sono i vantaggi che si  ricavano  dalle Olimpiadi?
con le Olimpiadi la parola d’ordine è “costruire”  sfruttando i fondi pubblici. Nonostante il parere di politici e media,  pronti a giustificare i costi con le positive ricadute sul turismo e sull’immagine internazionale, la maggior parte di impianti, strade, stadi, viene realizzata con fondi pubblici pilotati da pochi soggetti chiave che gestiscono l’evento. Nessuno  riconosce che dopo le Olimpiadi vi sia stato maggiore occupazione Quindi la risposta è: guadagno privato con investimento pubblico. Le Olimpiadi hanno perso il valore sportivo , si tratta solo di business, che fa comodo  a chi organizza l’evento, non a chi lo ospita e ai cittadini.

Lei è contrario allo svolgimento delle Olimpiadi?
Uno come me che ha disputato 5 edizioni delle Olimpiadi e ha sempre creduto nei veri valori dell’Olimpismo, non può mai essere contrario ai Giochi Olimpici, anzi io da sempre mi batto e lavoro affinché si affermano Olimpiadi quelle vere, dove  si affermano i diritti degli atleti dove la diffusione del doping sia lottata con iniziative concrete; dove le Olimpiadi non siano solo business economico e che svuotano le casse del Paese che le organizza, anzi devono guardare anche l’aspetto sociale e cioè dovrebbero riconoscere parte dei ricavi alla nazione che ospita l’evento.

Ringrazio Pietro Mennea per averci illuminato su una realtà che sfugge alla nostra percezione. E mi chiedo come sia possibile mantenere per decenni  ai vertici dello sport  affaristi e speculatori, responsabili dello  sperpero del denaro pubblico. Senza rinnovamento dello sport prima  e della politica.

sabato 13 dicembre 2014

Il Disegno di Legge del Pres Renzi fa credere agli ingenui alla lotta alla corruzione che non ci sarà.

Il Disegno di Legge del Pres Renzi è una frode mediante legge;  fa credere agli ingenui alla lotta alla corruzione che non ci sarà. Mancano i rimedi dell'opposizione  pendenti in Parlamento .  Sfuma l'obiettivo  di  dissuadere i disonesti e  recuperare  i 70 miliardi  di euro  di tangenti , accertati da Corte dei Conti e CE. Sottratti  a lavoratori, docenti della scuola pubblica, esodati,  disoccupati , senza casa,  senza reddito e forze dell'ordine. Corrotti e corruttori saranno impuniti. Gli aumenti di pene non verranno mai subiti  perché il ddl non si applica  ai processi in corso, e  non  ci sono i  benefici per chi collabora contro la corruzione. Anziché fare un decreto legge con   proposte  valide , Renzi fa  un ddl propaganda.  Il lavoro alla Camera  e al Senato contro la corruzione da parte  del M5S  è stato ostacolato da potenti  gruppi di pressione  in grado di pilotare le discussioni parlamentari.  La legge  sulle lobbies che contrasta la corruzione , proposta da  Luigi Di Maio, Carlo Sibilia, Riccardo  Fraccaro, Riccardo Nuti , Federico d'Incà  e Giuseppe Brescia , ristagna. Le lobbies la fanno da padroni  anche al Comune di Roma, continuatore dei brogli  della destra. Gli appalti pubblici sono stati  prorogati dal centro sinistra   nonostante le  bocciature della Ragioneria dello Stato. I gruppi di pressione   controllano i partiti , finanziandoli  ,  reclutando  i dirigenti  e  decidendo   la linea  politica. La cooperativa  29 giugno  sostenne il sindaco Marino . Gli appalti senza regole, gli aumenti dei costi a dismisura , le consulenze sono tumori  non  recisi. La legge sulla corruzione  fu  stravolta con emendamenti di deputati della maggioranza che versano in clamorosi  conflitti di interesse.  E sono sub  judice davanti alla giunta delle elezioni. Il Governo  tralasci il ddl sterminato e faccia un decreto legge di pochi articoli  con il taglio delle 8.000 società pubbliche - tra cui Ama, Atac, Mose, Expo, Tav , una legge efficace contro il conflitto di interessi , l'aumento delle pene per concussione fraudolenta,  interruzione  della prescrizione con l'esercizio dell'azione penale o la sentenza di primo grado e benefici per  chi collabora. E dia ai giudici  leggi e risorse per fare  processi  rapidi. Senza pretendere  l'impossibile. Se le leggi restano quelle  del ddl del Governo, l'impunità dei corrotti è certa, ma non per colpa della Procura di Roma o del  Tribunale, che sono , con i cittadini italiani, le vittime delle inerzie e degli inganni  del Governo.


giovedì 11 dicembre 2014

Il Presidente della Repubblica deplora l'antipolitica come “patologia eversiva”

Il Presidente della Repubblica deplora l'antipolitica come “patologia eversiva” criticando in tal modo la doverosa azione dell'opposizione , componente essenziale della democrazia. La pretesa di accrescere il numero di senatori non eletti dal popolo e di conferire maggiori poteri al presidente del Consiglio esautorando il Parlamento con una legge elettorale incostituzionale, va contro il principio di rappresentanza democratica. La vera antipolitica eversiva è quella di chi mantiene in vita un sistema di leggi che assicura ai corrotti dissipatori del pubblico denaro la impunità con pene irrisorie , mentre punisce duramente i ladri dei supermercati, che difende la prescrizione di gravi delitti e vuole una giustizia subalterna. La vera antipolitica è quella che si arricchisce sulla pelle dei cittadini e dei meno abbienti. Sono loro i nemici della democrazia e della eguaglianza dei diritti sociali. L'opposizione, pur con i suoi errori, difende milioni di cittadini senza reddito o con redditi non dignitosi che fanno ricorso a forme di protesta radicale per vedere riconosciute esigenze essenziali di vita. Sono gli sfrattati, i senza casa, i disoccupati, i reietti, i precari, gli esodati, gli studenti, i docenti, le vittime dell’inquinamento, le vittime della distruzione dell'ambiente, e del patrimonio storico e artistico della nazione in Val di Susa e a Firenze. Sono cittadini che hanno rotto il silenzio e l’indifferenza del sistema con azioni di protesta civile contro i privilegi di chi ha sempre di più e sfrutta i deboli . Nella speranza di vedere finalmente attuati quei diritti che la Costituzione definisce inalienabili: il lavoro, la salute, la casa, una retribuzione dignitosa, un ambiente sostenibile, una scuola gratuita, servizi efficienti nel trasporto e nella sanità. Una massa di disperati che reclamano da tempo “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica , economica e sociale” affermati dalla Costituzione. Cittadini, spinti da bisogni estremi, hanno attuato forme di lotta eclatante. In tal modo hanno violato un codice penale non coerente con la Costituzione. Decine di processi pendono in tutta Italia per interruzione di pubblico servizio, invasione, danneggiamento, violenza, blocco stradale, rapina . Per i promotori delle azioni di lotta sociale non vi è indulgenza. Per i reati loro attribuiti, il codice prevede pene severe, sproporzionate . Pene coerenti con gli interessi del momento storico in cui furono concepite: il fascismo. Si tratta di reati che fanno parte di un codice penale figlio di quell’epoca. Mentre occorre ancorarlo ai principi solidaristico sociali sanciti dalla Costituzione. Adeguando le varie fattispecie alla nuova realtà e le sanzioni a nuove esigenze di risocializzazione e a nuove scriminanti. E' questa la vera patologia che il Paese deve curare , non la opposizone che deve esistere e grantisce le minoranze contro la dittatura e gli abusi della maggioranza.

giovedì 4 dicembre 2014

Imposimato su riforma del Titolo V della Costituzione. Camera deputati 4 dicembre 2014




Ringrazio il Presidente di avermi dato questa possibilità e il M5S che mi ha  indicato come esperto.  Ho avuto così modo di percepire la tragedia sommersa  di una riforma  del Titolo V della Costituzione ,  approvata al Senato nell'agosto 2014,  che invece di  arginare lo spreco del danaro pubblico da parte delle Regioni nella sanità, lo farà aumentare a dismisura.  E' una legge che dice una cosa e ne fa un'altra. Come è avvenuto per le leggi contro la  corruzione. 
Siamo, anche grazie alle Regioni, il paese più corrotto d'Europa secondo Transparency 2014. La incidenza negativa delle Regioni  sulla crisi del paese  è stata denunziata dalla Corte dei Conti nelle relazioni sul rendiconto generale dello Stato . La Corte definì la corruzione, una tassa immorale  e occulta pagata dai cittadini, pari a  70  miliardi di euro all'anno. Per la quale è insufficiente la repressione della magistratura  che si limita a prendere atto  di danni già verificati .  Nella classifica della corruzione , tra le prime cinque regioni, ci sono  la Sicilia (13% del totale delle denunzie), la Campania (11,46%) , la Puglia ( 9,44 ), la Calabria (8,19) preceduta dalla Lombardia con il 9,39 del totale delle denunce. A tutto questo si aggiunge l'aumento  della spesa corrente del 4,5% ( aumenti di stipendi e pensioni ). Il sistema  che ha provocato questo collasso sarebbe alimentato dalla legge costituzionale  in discussione alla Camera.
 Il testo vigente prima del 2001 era  chiaro  nel definire la prevalenza dello Stato in alcune materie     « art117. La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme non siano in contrasto con l'interesse nazionale e con quello di altre Regioni: beneficenza pubblica ed assistenza sanitaria ed ospedaliera; istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica; musei e biblioteche di enti locali; urbanistica; turismo ed industria alberghiera; tranvie e linee automobilistiche di interesse regionale; viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale; acque minerali e termali; cave e torbiere; caccia; pesca nelle acque interne; agricoltura e foreste; artigianato. ».
 La riforma del titolo V  del 2001 provocò il caos . E violò  i principi   di  solidarietà ( art 2), unità , indivisibilità ( art 5), e l'equilibrio dei poteri.  Essa  fu aspramente criticata da alcuni costituzionalisti tra cui  Giuliano Vassalli. Che disse Occorrerebbe  riformare il Titolo V  della Costituzione ,  aumentando le competenze esclusive dello Stato , in materia di tutela di salute ,  sicurezza  e  scuola, che con la riforma 2001  sono state affidate alla competenza  concorrente delle Regioni: fatto che ha dato luogo ad una serie di conflitti disgregatori” . Della stessa idea era l'allora on Giorgio Napolitano che  al convegno degli ex parlamentari ,sulla riforma del Senato, concluse   “bisognerebbe  rivedere il titolo V  riformato” che  definì in alcune parti  “orripilante, come l'art 114”. E fece un” appello ai cittadini perché impediscano la promulgazione di una legge di riforma  sconvolgente, contraddittoria, produttrice di conflittualità e di paralisi nei rapporti con le istituzioni.”
Per  Vassalli  fu  voluta  per creare  non solo una pletora di eletti , ma  nuovi centri di potere e di controllo dei fondi  europei e nazionali, e allargare il consenso clientelare .
Oggi: obiettivo  della  Riforma    dovrebbe essere   il ripristino   delle competenze esclusive dello Stato  in materia di tutela della salute che è fondamentale diritto dei cittadini e interesse della collettività (art 32 cost). E invece la legge  accresce i poteri delle Regioni .
Le funzioni  attribuite alla competenza statale esclusiva, nel nuovo  art 117, secondo comma, sono,  per la sanità, 1)  “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali  che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale” Tra i diritti civili e sociali  vi è il diritto alla tutela della salute(art 32)  2 )   “ disposizioni generali e comuni per la tutela della salute,  per la sicurezza alimentare e per  la tutela e sicurezza del lavoro”( art  30  ddl   approvato a Senato l'8 agosto 2014  ).
Senonché l' art 117 al 3 comma   restituisce alle regioni poteri maggiori di quelli di oggi . Infatti essa  stabilisce “dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali”. Questa norma    confligge  con  la norma di cui alla lettera m dell'art 117 , che attribuisce  allo Stato in via esclusiva “disposizioni generali e comuni per la tutela  della salute”, che  dovrebbe comprendere “la programmazione  generale  dei servizi sanitari  per tutto il territorio nazionale”  Chi prevarrà? Lo dirà la Consulta!
Per “dotazione infrastrutturale”  s'intende , secondo Zanichelli, la “predisposizione del complesso di mezzi e materiali necessari allo svolgimento del S S”, per “programmazione dei servizi sanitari” si intende “un'attività fondata su calcoli precisi relativamente ai costi e agli obiettivi da raggiungere”. Mentre per “organizzazione  dei servizi sanitari” s'intende “l'attività che corrisponde in maniera sistematica a esigenze di funzionalità e efficienza delle imprese che si occupano dei  SS”.
Si tratta di  emendamento,  introdotto al Senato  su proposta dei  relatori Roberto Calderoli e Anna Finocchiaro,  che nella formulazione originaria del Governo non prevedeva   la dotazione strutturale e la  programmazione , che significano che la spesa la decidono le Regioni. La spesa sarà senza controllo. Essa creerà anche le condizioni per una delegittimazione dello Stato come vuole la Lega  in vista della secessione, obiettivo mai abbandonato.
 In questo modo si amplia il rischio di  conflitti  Stato Regioni che  perpetuano la paralisi legislativa. Ma se la maggioranza sarà di centro destra, i conflitti non verranno sollevati contro le Regioni dissipatrici.  Mentre le Regioni , controllando il Senato attraverso  i loro  eletti , solleveranno  con lo Stato una pletora di vertenze davanti alla Consulta .  Vassalli criticando il Senato  federale approvato  nel 2003, bocciato nel 2006 dal referendum- si annida il pericolo di una grave stasi legislativa,  una riforma   che porterebbe ad aumentare i conflitti. Mentre compito della democrazia è  evitare i conflitti, comporli,   sedarli>>  (  convegno ex parlam nov 2004).     
L'attribuzione del potere di programmazione e organizzazione alle Regioni sarà  fonte di abusi da parte delle Regioni, perché  il Senato della Repubblica, che in realtà sarà Senato delle Regioni,  avrà il  potere di nomina di due giudici costituzionali ( art 135 Cost), che saranno scelti soprattutto dalle Regioni del Nord , preponderanti   su  tutte le altre Regioni d'Italia.
Inoltre nell'attuale formulazione dell'art 117, non risulta chiaro  se, in materia di organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale , lo Stato possa dettare ancora principi  normativi valevoli per l'intero territorio nazionale, aspetto di rilievo nella materia sanitaria. Senonché lo Stato non potrebbe farlo se “la programmazione” e “la organizzazione” restassero di competenza delle singole Regioni, come prevede la legge caos in esame alla Camera. Se l'organizzazione del Servizio Sanitario Regionale  diventa materia di competenza legislativa regionale, anche principi fondamentali dell'attuale organizzazione, di matrice statale, saranno messi in discussione da ogni singola Regione e variamente disciplinati  sul territorio nazionale: ora il sistema si basa su una concessione rilasciata alle strutture pubbliche e private - l'accreditamento, che richiede l'idoneità a svolgere la pubblica funzione - a cui segue  l'assegnazione del budget di spesa per prestazione. Con la formulazione in esame, la legge regionale sembra poter modificare radicalmente il sistema, senza limiti; appare opportuno preservare uno spazio in materia alla legislazione  esclusiva statale e non confinare le possibilità d'intervento a specifici atti repressivi adottati in virtù dell'interesse nazionale.
La soluzione dovrebbe essere il ripristino del titolo V precedente alla devastante riforma Amato. Programmazione e   organizzazione  andrebbero escluse dalla potestà legislativa delle Regioni.

sabato 22 novembre 2014

Il Presidente della Repubblica perchè non bocciò quella legge che violava e viola il principio di legalità e di eguaglianza?

Il pericolo della prescrizione del processo per eternit l'ho segnalato sei anni fa,- come risulta dall'articolo scritto su questa pagina, mettendo in evidenza il grave danno morale e materiale per le migliaia di vittime e i loro parenti , ma nessuno del governo delle larghe intese ha raccolto il mio allarme. Oggi si sveglia il Presidente Grasso, per chiedere la legge sulla prescrizione lunga, ma cosa ha fatto e detto in tutti questi anni? E Renzi cosa farà? E il Presidente della Repubblica perchè non bocciò quella legge che violava e viola il principio di legalità e di eguaglianza?

http://ferdinandoimposimato.blogspot.it/2009/11/la-prescrizione-breve.html

https://www.facebook.com/notes/ferdinando-imposimato/la-prescrizione-breve/178404730749

Una specie di prescrizione , anzi peggio: si dice che il delitto di traffico di rifiuti non esiste più: tutti assolti

Cari amici, ora, d'accordo con il Pres Renzi, il Ministero dell'ambiente, già diretto dal Ministro Clini rinviato a giudizio per gravi delitti , starebbe preparando una legge incostituzionale che dice che i rifiuti speciali pericolosi provenienti da terre da scavo del TAV, intrise di sostanze tossiche, non sono pericolosi per la salute dei cittadini. E lo fa per aiutare gli accusati di Torino e Firenze a sfuggire alla legge. E' una specie di prescrizione , anzi peggio: si dice che il delitto di traffico di rifiuti non esiste più: tutti assolti.

lunedì 17 novembre 2014

Pres Renzi, non speri nella memoria corta e cerchi di correggere i suoi errori.

Pres Renzi ,il disastro terribile che colpisce l'Italia, attenta alla salute e alla vita dei cittadini, alla integrità del territorio, alla speranza di riscatto delle generazioni future e distrugge ambienti protetti, come Firenze , Val di Susa e Brennero. Il decreto sblocca Italia, che lei ha voluto senza discussione in Parlamento ma a colpi di fiducia, accentuerà questo disastro. Come dicono tanti esperti, perfino RAI 1 in un servizio di Franco Di mare di oggi 17 novembre 2014. Nel recente sblocca Italia, si prevedono 110 milioni per la manutenzione del territorio e 4 miliardi , destinati ad aumentare, per le "grandi opere", che accresceranno la fragilità del territorio , la corruzione e lo sperpero del pubblico denaro. Lei non ha seguito neppure i consigli dei suoi esperti, tra cui Yoram Guttgeld, ma noi glielo ricorderemo molte volte. Non speri nella memoria corta e cerchi di correggere i suoi errori.

sabato 15 novembre 2014

Il Governo Renzi ha lasciato intatte tutte le diseguaglianze

Il Governo Renzi ha lasciato intatte tutte le diseguaglianze umiliando il lavoro, mantenendo i privilegi della burocrazia di Camera , Senato , e Quirinale e società pubbliche , tenendo la scuola pubblica in uno stato di abbandono e di offesa alla dignità di docenti e studenti, non riducendo le spese militari.

venerdì 14 novembre 2014

Per un’università pubblica gratuita e aperta a tutti

[14/11/2014] di Ferdinando Imposimato



Al fianco degli studenti, dei medici, dei precari e dei giovani, al fianco di chi è al loro fianco come l’Udu e l’Avv. Michele Bonetti che combattono da anni contro un sistema concorsuale palesemente ingiusto e che presenta falle in ogni dove, contrario alla nostra Costituzione che tutela l’uguaglianza e il diritto al lavoro ed alla formazione. E’ per questo che mi schiero apertamente per un numero aperto e non chiuso, per un’università pubblica gratuita e aperta a tutti. Ci saranno anche disagi, inizialmente, ma per rilanciare il nostro Paese economicamente e culturalmente bisogna riaprire le università alle idee dei giovani che devono poter essere libere di esprimersi rilanciando, esse sì, nuovi posti di lavoro senza incappare nel fallimento del numero chiuso e della programmazione che ha generato solo precarietà e disoccupazione. E’ ora di cambiare dal sistema dell’accesso all’università sino a quello che regolamenta l’accesso alle professioni oggi caratterizzate da corporativismi di casta.

Così è la vicenda del concorso truccato degli specializzandi medici dove è più che indecente che a fronte di oltre dodicimila partecipanti si mettano a disposizione solo cinquemila posti lasciando a spasso tutti gli altri per oltre un anno finchè non riusciranno a passare un concorso fatto di test a crocette. In questo modo ad essere danneggiata è tutta la società e sanità nostrana che vedrà parcheggiati e sfruttati per anni i suoi professionisti specializzandi nell’attesa che ripassino il test mettendo a rischio anche le loro specialistiche conoscenze caratterizzate da un alto tasso di obsolescenza. Il concorso dei medici specializzandi è stato un concorso caratterizzato da irregolarità e domande sbagliate e invertite. E’ necessario che il Governo e il Parlamento si facciano carico di questi giovani con una grande sanatoria, finendola con proclami che non rilanciano il nostro Paese.

giovedì 6 novembre 2014

Il decreto salva ladri (cd sblocca Italia), fonte di corruzione e distruzione del territorio

E' stato approvato il decreto salva ladri ( cd sblocca Italia), fonte di corruzione e distruzione del territorio. Noi agiremo perchè ne venga dichiarata la incostituzionalità per violazione degli arti 9 che tutela ambiente e territorio, e 25 Cost, che tutela il principio di tassatività delle leggi, che manca nel decreto sblocca Italia. Non credete alle bugie dette dal Ministro Lupi in TV.

Questo decreto sblocca Italia, indeterminato nei contenuti , può essere riempito di qualsiasi illegalità, in danno del territorio e del bilancio dello Stato. Il Presidente della Repubblica dovrebbe intervenire chiedendo almeno che non si faccia ricorso alla decretazione di urgenza consentendo alle opposizioni di partecipare.

Vediamo quali sorprese ci riserva il Governo col decreto sblocca Italia, che è volutamente generico e preludio di una grave aggressione ai territori, con danno alla salute e al turismo.

Ma i professori della Costituzione cosa dicono del decreto sblocca Italia? Il loro silenzio è allarmante.

Vogliamo sapere da Lupi quale è la ripartizione dei miliardi di euro che sono destinati alle grandi infrastrutture, e quale sono le grandi infrastrutture. La storia dell'aiuto ai senza casa è uno specchietto per le allodole. E cosa intendono fare sui rifiuti da scavo. E se il Ministro delle infrastrutture intende costituirsi parte civile a Firenze contro i funzionari incriminati per le frodi nell'Alta Velocità.

martedì 4 novembre 2014

Il caso Cucchi

Abbiamo bisogno di verità e giustizia nel caso Cucchi che interessa tutti noi . Non possiamo essere assenti di fronte alla tragica morte di un giovane detenuto. L'Italia non può diventare il Paese in cui gli abitanti sono indifferenti al destino degli altri cittadini , specie i più deboli. Quando le Nazioni sono arrivate a questo punto, bisogna che esse modifichino le loro leggi e i loro costumi. O che periscano, perché la sorgente delle verità pubbliche vi si è come disseccata; vi si trovano dei sudditi schiavi, ma non più dei cittadini degni di giustizia e libertà.

domenica 2 novembre 2014

Il Ministro Lupi non ha perso né il pelo né il vizio

Presidente Renzi, segua il consiglio del suo consigliere economico Yoram Gutgeld e lasci stare il Ministro Lupi, che non ha perso né il pelo né il vizio: i soldi per l'Alta Velocità in Val di Susa e a Firenze , con l'aumento da 8,4 a 12 miliardi , servono ad alimentare la corruzione e distruzione dell'ambiente e sono sottratti alla scuola, al lavoro dignitoso, agli esodati ai disoccupati, ai pensionati.


La Corte dei Conti francese ritiene che i soldi investiti per la TAV e deturpare Val di Susa ( 12 miliardi di euro) sono soldi buttati ( Il fatto 2 Novembre 2014).

sabato 1 novembre 2014

A corrompere la grande informazione

Parte della immensa quantità di danaro sottratto ai cittadini per l'Alta Velocità, (12 miliardi di euro solo per il tunnel in val di Susa) , opera devastante e causa di gran parte della nostra rovina economica , sociale e politica, è destinata a corrompere la grande informazione, che è a favore di questa mostruosità. Si è visto anche con il decreto cd sblocca Italia. Non ci resta che la rete e alcune TV private per proseguire la nostra battaglia di legalità e contro la corruzione , ostacolo alla eguaglianza dei diritti sociali e della crisi del Paese.

giovedì 30 ottobre 2014

Hanno già rovinato tante aree della Campania trasformandole in “terre dei fuochi”, adesso iniziano a esportare il modello.





Associazione di volontariato Idra  

COMUNICATO STAMPA    Firenze, 30.10.'14

FERDINANDO IMPOSIMATO E IVAN CICCONI DAVANTI ALL’AUTORITA' NAZIONALE ANTICORRUZIONE: DALLA TAV DI FIRENZE LA CONFERMA inquietante DELLA NECESSITA' DI INIZIATIVE URGENTI A TUTELA DELL’ERARIO, DELLA LEGALITA' E DELL’AMBIENTE.

Audizione con sorpresa: Raffaele Cantone si affaccia a salutare l’amico Ferdinando Imposimato, intervenuto lunedì scorso con la delegazione dell’associazione ecologista toscana Idra all’incontro col direttore generale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Filippo Romano. Tema all’ordine del giorno, l’appalto per il doppio sottoattraversamento e per la stazione TAV nel capoluogo toscano, con le sue pesantissime implicazioni giudiziarie, i clamorosi ritardi, la generosa lievitazione dei costi, i cambi in corsa delle società aggiudicatarie dei lavori. Un’audizione che l’Autorità ha accordato con apprezzata sollecitudine dopo aver avviato un’istruttoria a 360 gradi a séguito degli esposti dell’associazione fiorentina, parte civile nel procedimento penale per i danni ambientali (e parte ad adiuvandum in quello per i danni erariali) consumati durante la cantierizzazione TAV dell’Appennino tosco-emiliano.
Durato circa un’ora e mezzo, il colloquio ha permesso al giudice Ferdinando Imposimato e all’ing. Ivan Cicconi di illustrare con dovizia di particolari le circostanze, inammissibili, in cui sono stati prima licenziati, poi avviati, i lavori per il Nodo ferroviario AV di Firenze.
Richiamando la propria ventennale esperienza in materia, dai tempi in cui indagò per la Commissione parlamentare antimafia le infiltrazioni della camorra sulla tratta TAV Roma-Napoli, Imposimato ha denunciato la perdurante presenza di una situazione di “gravità inaudita”, puntando l’indice sulle insopportabili connivenze denunciate dalla Procura di Firenze fra committenti pubblici, ‘alta sorveglianza’, organi istituzionali responsabili delle autorizzazioni (ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture), organi di controllo (la stessa Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici), soggetti aggiudicatari  degli appalti e criminalità organizzata. Tutti attivamente collaboranti – nelle ipotesi formulate dalla magistratura - nell’esecuzione pro domo sua della ‘grande opera’: lievitazione programmata dei costi, costituzione di fondi neri, frodi, truffe, falso in atti pubblici, taroccamento dei materiali, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, associazione per delinquere. “Hanno già rovinato tante aree della Campania trasformandole in “terre dei fuochi”, adesso iniziano a esportare il modello”, ha dichiarato con indignazione Imposimato, rimarcando le ricorrenze di nomi e metodologie nel malaffare di ieri e di oggi.
“Ma lo stesso istituto del ‘contraente generale’, ha precisato Ivan Cicconi, rappresenta uno stimolo a delinquere. Al soggetto privato chiamato a realizzare l’opera vengono trasferite infatti tutte le funzioni del committente pubblico (discrezionalità nelle scelte, direzione dei lavori, potere di introdurre varianti e di avanzare riserve milionarie), mentre gli vengono risparmiati sia il rischio d’impresa (lo Stato si accolla tutti gli oneri, quelli iniziali e quelli aggiuntivi) sia quello di mercato (il costruttore non dovrà cimentarsi con la gestione dell’opera, e non ha quindi alcun interesse oggettivo a realizzarla presto, bene e in economia)”.
Il combinato di queste due condizioni (collusioni istituzionali e irresponsabilità del costruttore) genera da decenni – sotto gli occhi delle autorità di controllo – dissesto erariale, disastri ambientali, sofferenza sociale. “Abbia luogo finalmente un pronunciamento inequivoco di questa Autorità”, ha concluso Cicconi; “urge trasmettere al Parlamento e al Governo un parere esplicito sull’assurdità dell’istituto del cosiddetto ‘general contractor’”.
“Voi avete una grande autorità morale”, ha aggiunto Imposimato; “attendere i tempi delle sentenze, e le prescrizioni annunciate, non servirebbe a risparmiare al Paese l’ennesimo sacco di risorse e di legalità. Le evidenze sono tali da esigere iniziative immediate!”.
Il presidente di Idra Girolamo Dell’Olio, che ha accompagnato il deposito delle memorie vergate per l’Autorità da Imposimato e Cicconi, ha apprezzato da parte sua la dichiarata attenzione che l’Autorità sta rivolgendo all’intero sistema-TAV, ben oltre il caso-Firenze. Idra chiede che l’Autorità ampli il campo della propria attenzione, vigilanza e intervento – recita del resto la nota consegnata dall’associazione fiorentina al direttore generale Romano - allo spettro dell’intero progetto di infrastrutturazione AV nel nostro Paese, la cui approvazione ed attuazione – oltre a presentare i tratti criminali e criminogeni che le Procure di Firenze e di Torino hanno via via disvelato – mortifica o azzera le opportunità di trasporto su ferro, locale e a lunga percorrenza, rispondenti alle esigenze della stragrande maggioranza della popolazione, contribuendo all’impoverimento generale del Paese. Anche in relazione alle esigenze di legalità e giustizia correlate a questo più ampio scenario, l’Associazione Idra conferma qui di essere e restare in ogni momento a disposizione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.”

mercoledì 22 ottobre 2014

Si prepara in Toscana una nuova terra dei fuochi con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini.

Pres Renzi , e' di oggi , secondo Repubblica .it , la conclusione delle indagini dei PM di Firenze per i delitti di associazione a delinquere, corruzione, frode in pubbliche forniture, falso, truffa, traffico organizzato di rifiuti, abuso d'ufficio. Per la procura di Firenze l'appalto per il tunnel e la stazione sotterranea dell'alta velocità ferroviaria è un concentrato di illegalità, di scambi di favori, di sottomissione dell'interesse pubblico a quello dei privati costruttori, di sprezzante noncuranza per la sicurezza e per l'ambiente. Ora l'inchiesta del Ros Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato, che un anno fa era costata gli arresti all'ex presidente di Italferr Maria Rita Lorenzetti (Pd) e ad altre cinque persone, è chiusa. Il procuratore Giuseppe Creazzo e i sostituti Giulio Monferini e Gianni Tei hanno firmato l'avviso di conclusione delle indagini, che riguarda 33 persone e 7 società: Nodavia, Coopsette, Seli, Italferr, Varvarito, Htr, Hydra. Fra le persone indagate, per le quali si profila la richiesta di rinvio a giudizio, ci sono, oltre a Maria Rita Lorenzetti, indicata come la promotrice di una associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e all'abuso d'ufficio, i vertici di Italferr, di Nodavia, di Coopsette e di Seli (la società che gestiva la maxitrivella Monna Lisa), funzionari di Rfi, autotrasportatori. Il fatto che sbalordisce è che i reati sarebbero stati commessi da committenti e appaltatori, controllori ministeriali e controllati delle Coop , e che il costo di quell'obbrobrio di TAV è del seicento per cento in più di quello che sarebbe giusto. Corrotti e corruttori cospiravano insieme , secondo i PM, per sottrarre danaro alle casse pubbliche. E il decreto cosiddetto Sblocca Italia tende a smantellare un pilastro dell'accusa; l'associazione per delinquere per il traffico di rifiuti nocivi. Si prepara in Toscana una nuova terra dei fuochi con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini. La presidente di Italferr si sarebbe attivana per sbloccare il piano di utilizzo delle terre di scavo presentato da Nodavia presso la commissione di Valutazione di impatto ambientale del Ministero. Se quelle terre contenessero inquinanti sembrava non importare a nessuno. Come non importava che la fresa Monna Lisa fosse stata montata con guarnizioni inadeguate e rischiava di sversare ingenti quantità di oli idraulici e lubrificanti altamente inquinanti, che i conci con i quali doveva essere fabbricato il doppio tunnel di attraversamento di Firenze erano stati realizzati con materiali diversi da quelli previsti nell'appalto e inidonei a resistere alle alte temperature prodotte da un incendio. Dopo questo disastro, gli appaltatori hanno chiesto anche i danni e l'aumento del prezzo, mentre mancano i soldi per la scuola , per i lavoratori, gli esodati e i giovani in cerca di lavoro. Rispetto a questi scempi, c'è il silenzio dei sindacati.

sabato 18 ottobre 2014

Il pres Renzi vuole profittare della tragedia di Genova

Il pres Renzi vuole profittare della tragedia di Genova, dovuta a inerzie delle amministrazioni locali, per fare approvare, per una manciata di soldi previsti da un emendamento ipocrita, il vergognoso decreto sblocca Italia che, in vista di benefici privati della cementificazione selvaggia e degli enormi interessi legati all'Alta Velocità ( seicento per cento in più di quello che costa in Francia e Spagna e Giappone), creeranno danni che si riverseranno, ampliandosi, sulle generazioni future , bruciando il nostro patrimonio territoriale con una politica che lede l'art 9 della Costituzione, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini. La ricetta per il duo Renzi Lupi è una selvaggia deregulation che privilegia il profitto privato a danno dell'interesse pubblico paralizzando le Soprintendenze e imponendo agli organi di tutela la totale obbedienza alla imprese di costruzione. L'assurdo dello sbocca Italia è che l'Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato diventerà Commissario per la costruzione di Nuove linee ferroviarie, che decide a suo arbitrio in caso di pericolo alla "tutela ambientale , paesaggistico territoriale e tutela della salute della pubblica incolumità" ( art 6 ). Con una chiara violazione della imparzialità della PA (art 97 Costituzione) e un conflitto di interessi tra controllori e controllati. L'AD delle FFSS deve essere controllato e non può controllare nulla. Mentre una montagna sta smottando in val di Susa e la terra frana per via dei lavori al traforo ( Il fatto 16 ottobre 2014). Ma cosa dicono- fatta eccezione per il prof Salvatore Settis ( Repubblica 30 settembre 2014)- i professoroni di questo scempio annunciato che intacca i principi cardini della Costituzione e della tutela del territorio? Nulla!

lunedì 13 ottobre 2014

La causa principale dell’ alluvione

La causa principale dell’ alluvione, degli allagamenti, delle esondazioni è da ricercare nella colata di cemento a cui è sottoposto il territorio genovese da decenni e nel cinismo di chi l’ha voluta e sviluppata, a quella classe dirigente politico-economica criminale, che persiste nell'arricchirsi con la distruzione del territorio, dividendosi il bottino con grandi opere , lobby e affaristi senza scrupoli e le mazzette connesse. Non a caso le zone più colpite sono la Valbisagno e la Valpolcevera, i quartieri collinari e le aree urbane a fondo delle valli genovesi. Ma è la città di Genova, da ponente a levante, a subire di nuovo i disastri voluti dalla classe politico-economica, fautrice locale di quel modello di sviluppo che sta devastando l'Italia. Nella stessa direzione va il decreto sblocca Italia del settembre 2014 che consente di derogare alle norme sulla tutela del territorio. Aggressione del territorio, disboscamenti, sfruttamento delle aree fluviali, l’urbanizzazione, con il seguito di cementificazione, di dissesto idrogeologico e costrizione delle dinamiche idrografiche naturali, l’industrializzazione, sono all’origine dell’ emergenza di Genova. Negli anni la classe politica ha trovato sempre il modo di giustificare i disastri causati con nuovi profitti e nuovi progetti distruttivi , di nascondere tutto sotto la scusa di eventi naturali imprevedibili , e senza fermare la corsa alla speculazione , continuando cinicamente a distruggere l'ambiente per trarne vantaggio. Le esondazioni dei torrenti Sturla, Scrivia, Bisagno e Fereggiano erano fenomeni prevedibili che si innestano in un contesto urbano che li determina .
A Trasta un fiume di fango dovuto alla desertificazione delle zone disboscate per i cantieri del TAV-Terzo Valico ha invaso la strada principale. Allagamenti e colate di fango diffuse in tutta la Valpolcevera, sia sul lato destro che sinistro di tutta la vallata. Laddove sorgevano i boschi e le colline di Trasta e San Quirico, sorgono ora due enormi cantieri dell’Alta Velocità, quello della “galleria Campasso” e quella della “finestra Polcevera”, voluti da COCIV con la sentita partecipazione del Comune di Genova, Regione Liguria e dello Stato italiano. Le due colline sopra Via Castel Morrone e Via Tecci stanno scomparendo e vedono la città avvicinarsi minacciosa sempre più. I loro boschi erano un argine al veloce scorrere dell’acqua, ne rallentavano la forza.  Cemento, ruspe, trivelle, camion e gallerie hanno sostituito quelle distese di alberi. E le conseguenze si sono viste. Non è la prima volta che Trasta viene colpita dai fiumi di fango dei cantieri del TAV. Così più volte nell’ultimo anno, così chissà quante altre volte ancora. Questo è solo l’inizio di una tragedia nfinita. Chi ancora avrà il coraggio di dire che le priorità di Genova sono le grandi opere e il Tav-Terzo Valico, dovrebbe vergognarsi . E l'opera costerà il seicento per cento in più di quello che costa in Francia , in Spagna e Giappone. Ma il TAV è un modo per arricchire i predoni e i governanti a spese dei cittadini che non devono dimenticare. Quanto alla magistratura, il TAR della Liguria accertò subito le irregolarità del bando di gara da parte della Regione ligure; e il Consiglio di Stato forse poteva fare a meno di affermare la competenza del TAR del Lazio, provocando un ritardo di tre anni e oltre.

domenica 12 ottobre 2014

Disobbedienza civile, senza violenza, senza scontri armati

Non credo che la crescita civile dell'Italia possa avvenire nel segno dell'inerzia di fronte alle persistenti ingiustizie sociali, inerzia millantata per armonia e pace sociale. Nè credo che le decisioni prese dal Governo siano da accettare quando sono in contrasto con i diritti inviolabili dell'uomo, come il diritto alla vita, alla salute, all'ambiente ( art 9), al lavoro, alla casa, alla scuola. La costruzione del TAV in val di Susa è contestata dalla popolazione locale. Credo che in questo caso sia consentita la disobbedienza civile, senza violenza, senza scontri armati. Lo Stato non deve trasformare i disobbedienti in nemici da punire. Solo in tal modo si evitano disastri ambientali come quello di Genova . La difesa del territorio è diritto e dovere dei cittadini prima ancora che dello Stato. Ho sempre avuto a che fare in Val di Susa con gente che lotta in modo democratico contro il TAV, in cui si è infiltrata la ndrangheta. Nella teoria del liberalismo è iscritta la logica del conflitto. Luigi Einaudi , primo Presidente della Repubblica, galantuomo conservatore, esaltava la <<bellezza della lotta>> proprio come il suo allievo Piero Gobetti. Eppure per i promotori della lotta sociale oggi non vi è indulgenza. E si invoca il rispetto della legge di stampo fascista. Per i reati contestati ai disobbedienti, che difendono il territorio da predoni , il codice prevede pene severe, sproporzionate rispetto ai beni tutelati. Pene coerenti con gli interessi contingenti del momento storico in cui furono concepite. La tutela della legalità significa rispetto delle leggi penali ma prima ancora della Costituzione e cioè rispetto dei diritti esistenziali garantiti dalla Carta. Riconoscendo che coloro che agiscono in modo democratico e non violento per la difesa del territorio e del patrimonio storico e artistico , lo fanno per un diritto, non per delinquere ma per difendere la propria dignità di esseri umani. E riconoscendo che grazie alla lotta in difesa dei diritti umani é stato possibile ridurre le disuguaglianze, con risultati insperati e benefici per i cittadini più svantaggiati. La mobilitazione e la lotta di migliaia di cittadini e dei movimenti hanno prodotto la chiusura di siti destinati a rifiuti radioattivi , come a Pittelli e a Scanzano, e di discariche abusive in cui la criminalità organizzata smaltiva tonnellate di rifiuti tossici e nocivi . Nell’inerzia colpevole delle autorità che avevano il dovere di intervenire. Occorre riconoscere che senza quelle lotte quei risultati non sarebbero stati raggiunti. D’altra parte laddove sono mancate le lotte sociali e la mobilitazione dei movimenti , lì i diritti dei cittadini non sono stati tutelati, poiché le discariche e le cave abusive gestite dalla camorra e dalla mafia che distruggono l’ambiente e ledono la salute dei cittadini continuano . La criminalizzazione dei protagonisti delle lotte sociali, condotte con durezza ma nel rispetto delle regole democratiche, non può essere consentita. La costituzione dice che è dovere dei cittadini e delle autorità rispettare la Costituzione ( art 54 Cost )

sabato 11 ottobre 2014

Solidarietà ai genovesi e a tutti i liguri per la tragedia che li ha colpiti

Solidarietà ai genovesi e a tutti i liguri per la tragedia che li ha colpiti , dovuta a errori e inerzie di chi doveva prevedere l'esondazione del torrente Bisagno, che già aveva provocato disastri e morti . Se fossero state fatte quelle opere, come era possibile, si sarebbe evitata questa tragedia . Che fine hanno fatto i fondi destinati al torrente Bisagno? E come mai il pres Renzi non visita la città colpita dall'alluvione ? E non fa qualcosa per sbloccare i fondi da destinare al risanamento ? Il Cardinale Bagnasco denunzia la vergogna delle “ burocrazie che bloccano fondi”. Renzi onnipresente dappertutto dovrebbe sollecitare interventi massicci e immediati alle amministrazioni, statali e locali. E' una tragedia che si è ripetuta per ben quattro volte , l’ultima nel 2011. E questa volta è stata anche peggiore. Gente che ha perso nuovamente tutto, il lavoro, il sostentamento, famiglie intere con bambini piccoli, che dovrebbero ancora una volta ricominciare la propria attività. Alcuni non saranno più in grado. I soldi destinati all'Alta velocità e al Mose, siano stornati per l'aiuto immediato alle famiglie bisognose di Genova e della Liguria. Le bombe d'acqua fanno vittime dove esistono problemi idrogeologici, aggravati dallo sfruttamento selvaggio del territorio. Sul dissesto idrogeologico c'è un ritardo di molti anni , ma occorre spendere le risorse che ci sono già, impegnarne delle altre, fare interventi strutturali, nonostante i ricorsi. E non perdere tempo con devastante decreti, come lo sblocca Italia, che, come ha detto Salvatore Settis, favoriscono la distruzione dell'ambiente e del territorio.

venerdì 10 ottobre 2014

La iniqua riforma dell'istruzione (Renzi-Giannini 2014)

Condivido la protesta degli studenti contro la iniqua riforma dell'istruzione.    Che  non poteva essere di qualità eccellente tenuto conto del  livello culturale dei due riformatori  autori  del pasticcio,  Matteo Renzi e  Stefani Giannini. L'idea di trascurare la scuola  pubblica  e di   finanziare  la scuola privata  , sottraendo risorse alla scuola dello Stato  con gravi ripercussioni sui meno abbienti,   è inaccettabile e contraria alla Costituzione.  Non può trasformarsi la scuola  pubblica  in una impresa  soggetta  alle leggi del mercato e dell'efficientismo.  Essa si pone in netto contrasto con l'art 33 della Costituzione , secondo  cui  la Repubblica istituisce scuole statali ( gratuite) per tutti gli ordini e gradi, e con l'articolo 34, che premia i capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, avendo essi diritto di raggiungere i gradi alti degli studi”. Non solo: la riforma  dimentica che  la Repubblica non si ispira a principi utilitaristici, ma rimuove  gli ostacoli di ordine economico e sociale che , limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza, impediscono a tutti i lavoratori la piena partecipazione  alla organizzazione politica economica e sociale dello Stato( art 3). E  dimentica che lo Stato è una grande organizzazione  che deve tendere all'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale. Oggi è un fatto che  la maggior parte degli studenti universitari proviene dalle classi sociali più abbienti mentre dai lavoratori manuali proviene una minoranza esigua che non supera il 10%. “Così  il monopolio della ricchezza – diceva  Piero Calamandrei-  porta fatalmente al monopolio della cultura, sicché le scuole medie ed universitarie, sbarrate agli ottimi quando sono figli di poveri, si riempiono di mediocri e anche di pessimi”. Che diventano pessimi professionisti, magistrati e politici. Viene così a mancare quel continuo ricambio attraverso il quale si verifica senza posa , nelle vere democrazie, tra cui non rientra quella italiana, il rinnovamento della classe politica dirigente, che non rimane una casta chiusa, come è oggi,  ma è la espressione aperta e mutevole delle forze  più giovani e meritevoli della società. Può così accadere che politici squalificati  in contatti con  esponenti della mafia, esaltati talvolta   come simboli di coraggio e di  lealtà ,  diventino modelli di vita negativi per gli studenti . Ed è proprio  in questo cristallizzarsi  del potere politico in una  maggiore minoranza ,  privilegiata e arrogante, la ragione del declino della classe dirigente italiana, esaltata da media asserviti e da cortigiani  ed intellettuali senza nerbo e senza dignità. Ed è proprio qui da ricercarsi la causa più profonda del trionfo del nuovo fascismo che si ammanta di  democrazia, in questa fiacchezza , in questa anemia, in questa indifferenza popolare. La sola speranza di riscatto viene  dagli studenti medi e universitari e dai docenti, offesi nella loro dignità, non condizionati dal  ricatto di un governo insolente e prepotente . Non c'è da meravigliarsi che nella nostra democrazia  malata non accada che la scelta dei governanti cada su persone intellettualmente meglio dotate, ma su mediocri che ignorano cosa sia il bene comune. Mentre aumentano le ingiustizie sociali e le nuove povertà. E si tende a privilegiare una scuola  riservata alle classi benestanti, che ignorano la storia del nostro Paese. Ma se solo   agli appartenenti a certe classi  sociali è dato di farsi strada ed emergere, mentre  in altre categorie l'intelligenza è costretta, per mancanza di risorse e  della istruzione idonea, a rimanere occulta  e socialmente inoperosa  e sacrificata, allora la democrazia declina e con essa la libertà e la giustizia sociale. Laddove le scuole costano e può frequentarle solo chi può sostenerne il costo, l'istruzione si risolve in un privilegio economico, che è anche un privilegio politico. E attraverso il potere economico discriminatorio della  istruzione , il governo democratico aperto a tutti i meritevoli diventa il governo dei ricchi, ignoranti e arroganti. Ed é questo  privilegio economico e dunque politico dei ricchi che la riforma  Renzi-Giannini tende a garantire a scapito dei non abbienti. Di tutti i privilegi che la ricchezza conferisce  agli abbienti, anche se  incapaci, quello della istruzione è il più ingiusto, odioso e pericoloso. L'uomo non può esser capace di accedere alle cariche elettive se non gli garantisce una educazione sufficiente  per prendere coscienza di sè, per alzare la testa dalla terra, e per intravveder fini più alti che non siano quelli di saziare gli stimoli della fame. Ed è questo privilegio della istruzione che costituisce l'obiettivo del governo. La battaglia della difesa dell'autonomia della scuola  dall'invadenza del governo, che tende ad eliminare ogni forma di dissenso e di opposizione al pensiero unico dominante, è cruciale per la difesa della democrazia e della libertà. Dopo l'asservimento del sistema mediatico TV e della carta stampata, che  esalta il Presidente del Consiglio, dopo  il nuovo conformismo degli intellettuali, alla ricerca di protettori, il solo comparto da soggiogare resta la scuola pubblica. Ma gli studenti non resteranno soli in questa battaglia che è difesa della democrazia e della libertà di tutti.

L'orrendo decreto legge 133 del settembre 2014 cd sblocca Italia è un mostro a più teste

L'orrendo decreto legge 133 del settembre 2014 cd sblocca Italia è un mostro a più teste partorito dalla fantasia distorta del governo Renzi Il Ministro Maurizio Lupi, che rappresenta l'apologo del saccheggio dell'Italia, considera il territorio come risorsa passiva da sfruttare con colate di cemento. Ma il decreto vuole anche rilanciare la mostruosità dell'Alta Velocità in Toscana e Val di Susa, perforare il tunnel di Chiomonte , devastare il territorio fiorentino, distruggere la scuola pubblica a vantaggio della privata, cementificare il territorio in sfregio della tutela del patrimonio storico e artistico della nazione. E salvare con legge illegittima, perchè contraria alle direttive europee e a decisione della Corte di Giustizia europea, gli imputati di traffici e associazioni per delinquere davanti ai magistrati toscani e piemontesi che hanno contestato il traffico di rifiuti nocivi contro criminali in sinergia con corrotti e politici della maggioranza.Questo decreto rischia di trasformare il Piemonte , la Lombardia e la Toscana in altrettante terre come la Campania , devastate dall'inquinamento da rifiuti tossici nocivi gestiti dal crimine organizzato. Cui si aggiunge, secondo Raffaele Cantone, il riciclaggio, poichè le formule di finanziamento non garantiscono la trasparenza sulla provenienza dei fondi . Esprimo la mia ammirazione al popolo della Val Di Susa per il coraggio civile, la determinazione e la forza dimostrate nella difesa del loro territorio, che è patrimonio dell'umanità, nonostante l'assenza delle forze politiche con poche eccezioni. Il Presidente della Repubblica dovrebbe fermare questo scempio bocciando un decreto incostituzionale per contrarietà all'articolo 9 e dell'art 33 della Costituzione e violazione dell'art 76, per assenza nel decreto dei principi e criteri direttivi e la mancanza di oggetti definiti.

lunedì 7 luglio 2014

No alla dittatura - Riforma luglio 2014

La riforma liberticida del  Senato   è  un pericolo  grave per la democrazia. E' stata decisa la “ghigliottina”, il contingentamento dei tempi della opposizione,  che è incostituzionale  violando  l'art 72 comma 4  e l'intero assetto della Costituzione .  Non si tratta della riforma della  Costituzione ma della sua distruzione, voluta da due persone che non sono  parlamentari e di cui uno è interdetto dai pubblici uffici.  Nella riforma  si prefigura  un regime politico antitetico a quello disegnato dai costituenti: di una riforma  costituzionalmente illegittima.  Peggiore  di quella   bocciata con referendum popolare dalla maggioranza degli italiani  nel 2006  , in cui  il senato era eletto dal popolo.  C'è il pericolo di un regime , cioè della dittatura della maggioranza  che si perpetua e governa  nel disprezzo dei diritti della opposizione.   La funzione legislativa affidata alla sola Camera dei deputati   porta allo stravolgimento  degli equilibri  dei poteri a favore dell'esecutivo.  E alla disgregazione del potere legislativo del Parlamento. Non   possiamo dimenticare che abbiamo avuto  per oltre  un trentennio   governi guidati da politici filomafiosi  , o da eversori filofascisti,  o da corrotti  evasori fiscali.   Con  il monocameralismo ci sarebbe il pericolo di regime,   una maggioranza che governa  senza consentire all'opposizione di diventare maggioranza . Situazione  tanto più grave se la maggioranza o parte  di essa  è a sua volta  egemonizzata da una sola persona  che   fa le  leggi  a proprio esclusivo vantaggio. Le Regioni , controllando il Senato, solleveranno  con lo Stato centrale  una pletora di vertenze davanti alla Consulta .   Si tratta di un  progetto  disgregatore  dello Stato che abbiamo il dovere di arginare con tutte le nostre forze , informando i cittadini sui pericoli che corre la nostra fragile democrazia. Facciamo appello a Giustizia e Libertà, all'ANPI  al M5S  e a tutti i parlamentari indipendenti  di ogni formazione politica,  di  cui riconosciamo il forte impegno in Parlamento in difesa della Carta, a  fare  di tutto per bloccare questo disegno eversivo . 

mercoledì 25 giugno 2014

La riforma liberticida del nuovo Senato della Repubblica

[25/06/2014] di Ferdinando Imposimato

La funzione legislativa affidata alla sola Camera dei deputati e la nascita del nuovo Senato della Repubblica , che vede la centralità delle Regioni,  portano allo stravolgimento della Costituzione   con la modifica degli equilibri a favore dell'esecutivo.  E alla lesione dell'equilibrio dei poteri, cardine della Costituzione.  Angelo Panebianco  elogia il nuovo Senato sul Corriere per  “la concentrazione del potere di governo,  sottratto alle regioni,  eliminando la dispersione avvenuta con la riforma del titolo V della Costituzione”. Ed invece si verificherà l'esatto contrario, perché le Regioni , controllando il Senato , solleveranno una pletora di vertenze con lo Stato davanti alla Corte Costituzionale. In tale sistema – disse Giuliano Vassalli,-si annida il pericolo di una stasi legislativa: una riforma  per aumentare i conflitti. Mentre compito della democrazia è  evitare i conflitti, comporli,   sedarli. In realtà siamo di fronte a una riforma federale mascherata. Cosa che non ha compreso Stefano Rodotà  il quale sostiene, evocando un  suo disegno di legge del 1986 , la esigenza del  monocameralismo. Nel  giudicare la bontà della  riforma, dobbiamo partire dal  contesto storico . In Italia abbiamo avuto  per oltre  un trentennio oltre che governi guidati da politici illuminati come Aldo Moro , Mariano Rumor e altri , anche governi guidati da politici filomafiosi   da eversori filofascisti da piduisti , da corrotti o evasori fiscali ,  che , nonostante la doppia lettura di Camera e Senato,  hanno prodotto una moltitudine di leggi ad personam  vergognose. Il lodo Alfano, il lodo Schifani , la legge Cirielli per salvare l'ex premier dai giusti processi,  la legge Giudiceandrea,  varata dal Premier Andreotti e dal capo dello Stato  Cossiga nel febbraio del 1992, per prorogare  di due anni il Procuratore della Repubblica  di Roma  e consentirgli l'archiviazione del processo su Gladio. Esemplari furono  le leggi  ad personam contro il giudice Giancarlo Caselli volute dal premier Silvio Berlusconi . Ricordiamo a Matteo Renzi e a  Maria Elena Boschi quelle leggi vergogna .   Berlusconi varò  ben tre leggi contro  Caselli,  che come  procuratore a Palermo,  aveva osato  processare  i politici  Giulio Andreotti ,  Marcello dell'Utri , Totò Cuffaro ed altri,  riconosciuti dalle Corti della Repubblica colpevoli di avere  avuto rapporti con  Cosa Nostra.  Bisognava fermare Caselli. Il governo Berlusconi  agì quando il giudice si candidò come capo della DNA al posto di Pier Luigi Vigna , con  tre norme  varate per  sbarrargli la strada.  Il guardasigilli  leghista  Castelli stabilì che per diventare capo della DNA, bisognasse  avere meno di 66 anni.  Vigna  sarebbe scaduto  il 15 gennaio 2005.  Caselli,  compiendo   66 anni il 9 maggio 2005  , non   poteva concorrere  per il vertice della DNA . Il Presidente Ciampi  bocciò la legge  Castelli. Ma il 30 dicembre 2005 il governo Berlusconi  infilò nel decreto «milleproroghe» un articoletto di tre righe che prorogava Vigna fino ad agosto 2005.  Alla Camera, in sede di conversione,   la norma passò.   Un altro emendamento   prevedeva  l’immediata entrata in vigore dei nuovi limiti di età.  Era  la terza e decisiva norma ad personam contro Caselli: il Csm nominò Piero Grasso, il solo  magistrato della storia repubblicana nominato da un governo, il Governo Berlusconi. Nel 2007 la Consulta dichiarò incostituzionale la legge anti-Caselli. Ma  era tardi. Questo  dimostra che  l'attuale  riforma  premia  un politico  che vara leggi personali  e vuole asservire la magistratura  e la Lega che mira alla secessione .
Ma siamo contrari ai maggiori poteri al Governo  tramite il monocameralismo, anche perché  spesso i cattivi politici ritornano. Si può dire che  nella vita della Repubblica  la scelta dei Presidenti del Consiglio è  di regola  caduta su persone che si sono avvalse di ogni mezzo  per mantenere e rafforzare il potere.   Il solo baluardo contro la dittatura strisciante è stata la Costituzione .  Siamo convinti che con la riforma del Senato ,  preludio del Presidenzialismo invocato  da Berlusconi,  sarebbe inflitto il colpo di grazia a ciò che resta  della democrazia.
L'insieme della riforma  del Senato  rappresenta  una “ fuoriuscita" dalla Costituzione, ha  detto  Gustavo Zagrebelsky, intervistato da Repubblica. E ha chiarito: che gli oppositori d'un tempo sono diventati sostenitori.  Ed ha    concluso  che "piuttosto che farne un pasticcio, sarebbe meglio abolirlo del tutto".  Dietro  la riforma ci  sono progetti  ben precisi : di  Lega e Forza Italia, che vuole  asservire la magistratura.  E' evidente  che  Renzi ,  Berlusconi , Lega  erano  d'accordo su  tutto, compresa la immunità frutto di un emendamento  del solito  Roberto Calderoli e di Anna Finocchiaro . Questi, scoperto l'imbroglio , hanno  ripiegato sulla  autorizzazione   della Consulta. 
 In realtà i poteri del nuovo Senato sono un pasticcio  enorme.  Eugenio Scalfari    riconosce    che la  riforma   dovrebbe essere  varata dal Parlamento e non dal Governo, perché la competenza  “spetta al potere  legislativo e non all'esecutivo, il quale esegue e non può cambiare le regole”.  E  conclude bocciando la riforma: “Un governo autoritario non  lo voglio. Che il senato farebbe perdere tempo prezioso , si tratta di una totale bugia.  Dai dati ufficiali dell'ufficio del Senato risulta che l'approvazione d'una legge ordinaria avviene mediamente in 53 giorni.  La decretazione di urgenza in 46 giorni e le leggi finanziarie in 88 giorni. Non sono colpa del bicameralismo ma della burocrazia ministeriale i ritardi”. Si tratta di un  progetto  disgregatore  dello Stato che abbiamo il dovere di arginare con tutte le nostre forze .  Giorgio Napolitano,  disse a proposito del senato federale che corrisponde a quello di oggi, “non resta che fare appello ai cittadini perché impediscano la promulgazione di una legge di riforma  sconvolgente ,contraddittoria, produttrice di conflittualità e di paralisi nei rapporti con le istituzioni.”. Non si capisce perché abbia cambiato idea oggi , dopo che quel progetto  è stato  bocciato dal referendum popolare nel 2006.
 Le riforme da fare sono  altre , in attuazione della Costituzione. Che è , come diceva Calamandrei, la grande incompiuta.  In primo luogo la soluzione del conflitto di interessi  che   investe la essenza stessa della democrazia ed è causa prima della corruzione .   Altre essenziali riforme riguardano la uguaglianza dei diritti sociali, la lotta ai privilegi  e  un  politica economica programmata che veda la sinergia tra pubblico e privato , scegliendo settori che possono trainare lo sviluppo e riguardano la  economia basata sul rispetto dell'ambiente , la valorizzazione dell'immenso patrimonio artistico  e paesaggistico, e l'apporto alle piccole e medie imprese. 


Difesa collettiva della Costituzione contro i demagoghi