L'avocazione dell'indagine di De Magistris
La pratica dell'avocazione è iniziata negli anni '60.
La sottrazione del processo al sostituto Luigi De Magistris mediante avocazione riporta alla memoria analoghe pratiche in uso negli anni sessanta settanta. A quel tempo, quando il potere politico voleva liberarsi di magistrati scomodi come Gerardo D' Ambrosio o Emilio Alessandrini, ostinati nella ricerca della verità sulle trame eversive e sulle stragi , favorite all'interno delle istituzioni e dei servizi asserviti al potere, faceva ricorso a Procuratori Generali compiacenti, quasi sempre romani; costoro sollevavano inesistenti conflitti di competenza con i magistrati milanesi per sottrarre ai titolari processi scottanti e trasferirli a Roma, ove venivano regolarmente insabbiati a scapito della giustizia e della verità e a vantaggio dei colpevoli.
Anche allora lo strumento iniziale dell'imbroglio era l'avocazione: un Procuratore Generale di un processo inventato a Roma per fatti inesistenti connessi con quelli milanesi sollevava conflitto di competenza con altri PM.
Nel conflitto, complice qualche giudice in Cassazione, aveva la prevalenza sempre la magistratura romana, che una volta ricevuto il processo, lo narcotizzava o lo affidava a mani amiche che provvedevano a condurre le indagini secondo la volontà del potere e senza disturbare il manovratore. La prassi ignobile iniziò con la rapina del processo per la strage di Piazza Fontana favorita da una infausta avocazione. Il processo da Milano venne a Roma, da qui venne dirottato a Catanzaro per poi tornare a Roma, dove Vittorio Occorsio aveva imboccato la strada giusta ma fu ucciso; e, dopo oltre vent'anni di indegni balletti, ritornò nella sua sede naturale di Milano . Dove vennero rinviati a giudizio alcuni dei presunti responsabili. Nel frattempo, erano morti assassinati alcuni magistrati che avevano capito come erano andate le cose: tra questi Emilio Alessandrini e lo stesso Occorsio, assassinati, erano morti molti testimoni importanti, ed il commissario onesto di Padova che indagava sulla pista nera venne rimosso.
L'avocazione fu usata anche per la P2
La stessa procedura venne seguita a Roma per il processo contro Licio Gelli che aveva buoni rapporti con alcuni terroristi, come Paolo Aleandri, che me lo raccontò , ma anche con il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, e con Vito Miceli, capo del SID (Servizio Informazione Difesa) , e con il Ministro Gaetano Stammati e tanti altri. Il processo venne sottratto al Pubblico Ministero milanese Gherardo Colombo e affidato a Roma nelle mani di chi lo insabbiò affermando che la P2 era una specie di associazione filantropica di nessun pericolo per la collettività. A quel tempo la Procura romana era notoriamente diretta da magistrati scelti da Giulio Andreotti e di sua totale fiducia.
Un
freno alla pratica dell'avocazione:
l'indipendenza e imparzialità
della magistratura.
Poi venne finalmente l'istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura e la nomina dei magistrati al vertice delle Procure fu fatta nel rispetto dei meriti e con le garanzie di indipendenza e imparzialità stabilite dalla Costituzione. Nel frattempo con il nuovo codice di procedura penale del prof Giuliano Vassalli l'avocazione venne del tutto svuotata della sua portata di strumento lesivo della indipendenza dei magistrati, compresi i PM, e mantenuta solo per casi tassativi ruotanti attorno alla inerzia del magistrato del PM; se ad esempio un PM, indagando per un delitto gravissimo di corruzione o criminalità organizzata o terrorismo, non provvedeva, nonostante le prove, a iniziare l'azione penale, come era suo dovere, il Procuratore Generale interviene per sostituirsi al magistrato inerte ed insabbiatore.
Il ritorno della pratica dell'avocazione.
L'avocazione del procedimento condotto da Luigi De Magistris da parte della Procura Generale di Catanzaro ci riporta a quel triste passato e ci preoccupa enormemente: l'influenza nefasta dell'esecutivo delle inchieste giudiziarie più delicate é pesante. Viene violato il principio costituzionale della separazione dei tre poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario.
Il tentativo di Mastella di avocare l'indagine contro Prodi e Mastella.
Venendo al fatto di oggi, mentre era in corso un'indagine contro Romano Prodi e Clemente Mastella, per episodi di corruzione per miliardi di lire – che sarebbero avvenuti quando il Presidente del Consiglio era presidente della Commissione Europea- é stata dapprima avviata dal Guardasigilli Mastella una procedura con richiesta di trasferimento del De Magistris per illecito disciplinare, e poi una procedura di avocazione del procedimento da parte del Procuratore Generale. In altre parole, non essendo stato possibile sottrarre il processo a De Magistris con il trasferimento del magistrato ad altro ufficio, richiesta di fatto bocciata dal CSM, si é pensato di trasferire il processo in altre mani: costoro, solo per orientarsi , avranno bisogno di qualche anno di tempo, data la mole di materiale sequestrato dal sostituto di Catanzaro.
E dunque l'appello del Presidente della Repubblica a proseguire le indagini verrà vanificato nei fatti, con tutta la buona volontà di chi riceve gli atti.
Intanto al magistrato De Magistris non é stato possibile addebitare alcuna strumentalizzazione politica poiché in quell'affare che coinvolge Mastella e Prodi, sono stati indagati anche alcuni esponenti del centro destra come Lorenzo Cesa, segretario dell'UDC, e Giuseppe Galati e lo stesso Presidente della Giunta regionale calabra Agazio Loiero.
Qual'è l'oggetto della indagine di De Magistris ?
Ma , attenzione, quale é il fatto che é oggetto della inchiesta di De Magistris? L'appropriazione di miliardi da parte di un comitato di affari di cui avrebbero fatto parte i predetti personaggi. La stampa ci ha correttamente informato che contro gli indagati non c'erano solo i tabulati delle telefonate passate attraverso i cellulari di Prodi, ma anche la accuse di un testimone importante, un politico detenuto, ex consigliere regionale calabro, che assistette ad una telefonata fatta dal faccendiere Antonio Saladino a Romano Prodi. Durante il colloquio con Prodi si sarebbe concordato che una volta formalizzata la candidatura di Prodi come Presidente del Consiglio alle elezioni politiche del 1996, il Saladino si sarebbe messo a sua disposizione per procurargli voti, come effettivamente fece. In cambio il Saladino avrebbe avuto dal Presidente della Commissione Prodi un aiuto per ottenere i finanziamenti miliardari dell'Unione Europea per diverse iniziative avviate nella Regione Calabria attraverso i programmi. Saladino si sarebbe aggiudicato diversi appalti per milioni di lire e poi di euro senza partecipare a gare Domanda: ma come si può risollevare la Calabria dalla crisi che l'attanaglia se i soldi dell'Unione Europea, sempre più distratta ed assente, anziché finanziare opere pubbliche e private, affluiscono nelle tasche di politici di maggioranza ed opposizione? E se un magistrato che cerca di portare alla luce le frodi comunitarie viene crocifisso anche con la complicità di magistrati asserviti al potere?
Qual'è il grande imbroglio ?
Ma andiamo avanti cercando di spiegare almeno in parte questo grande imbroglio, senza attendere i tempi biblici dei processi che si sta cercando di insabbiare. L'avocazione, cioé la sottrazione del processo a De Magistris, é stata decisa per motivi infondati che sono stati criticati da Gerardo D'Ambrosio, vittima a suo tempo di clamorose avocazioni e sottrazioni di processi; ma l'avocazione é stata deplorata anche dal giurista Franco Cordero, titolare di Procedura penale alla Sapienza. D'Ambrosio ha ritenuto pretestuosa la motivazione di “incompatibilità del procedimento” che non spiega niente, ed anzi alimenta le inquietudini. L'intervento del Ministro con la richiesta di trasferimento e l'avocazione del processo, una volta fallita la manovra del trasferimento, sono intervenute, guarda caso, mentre l'indagine stava per essere conclusa. Osserva D' Ambrosio che “ l'errore” del Ministro- ma si tratta di errore o di qualcos'altro?- é stato proprio quello di promuovere l'azione disciplinare contro chi, dal giugno 2007, indagava sulla persona del Ministro. E costui solo in seguito ha disposto l'azione disciplinare: e dunque la realtà non é quella che qualcuno ci vuole propinare sulla stampa: la notizia che coinvolge il Ministro Mastella e l'ineffabile Romano Prodi, era comparsa sulla stampa fin dal giugno 2006, poiché il Ministro é intercettato sul telefono di Antonio Saladino, il grande mazzettiere di questa storia i cui contorni appaiono sempre più definiti. E dunque l'iscrizione del Ministro nel registro degli indagati , al quale sono seguite le interessate dichiarazioni di solidarietà di Prodi - ( e che doveva fare Prodi, se non solidarizzare, essendo coinvolto nello stesso affare?) non é stata la stizzosa e strumentale reazione all'inizio dell'azione disciplinare da parte del Ministro ma un atto doveroso maturato prima della richiesta di trasferimento con il procedere delle indagini. E si é voluto fare credere il contrario.
Ma
chi dovrebbe indagare quando tra i responsabili del reato ipotetico
risultino
il Presidente del Consiglio o i Ministri ?
Quanto al problema affrontato con grande obiettività da Franco Cordero su chi deve indagare quando tra i responsabili del reato ipotetico risultino il Presidente del Consiglio o Ministri, essendo i fatti commessi nell'esercizio delle funzioni di governo, la risposta é semplice : la legge costituzionale 16 gennaio 1989 stabilisce che “il procuratore della Repubblica, omessa ogni altra indagine” nei 15 giorni dalla notizia trasmette gli atti al collegio istituito presso il tribunale del Capoluogo del distretto competente: collegio che svolge le funzioni del Pubblico Ministero o del GIP, in questo caso le indagini “Why not” di Roma. Ma il punto di fatto non esaminato da Cordero é proprio questo: i reati sarebbero stati commessi quando Prodi era Ministro, o quando invece era, come sembra accertato, Presidente della Commissione Ministeriale, e Mastella non era ancora Ministro della giustizia per il semplice fatto che non esisteva il governo Prodi?
Stando alle intercettazioni telefoniche sull'apparecchio di Saladino ed alle dichiarazioni del collaboratore, i fatti sarebbero avvenuti fuori dall'esercizio delle funzioni ministeriali; ed allora la competenza sarebbe di De Magistris e non del collegio per i reati ministeriali, cui gli atti sono stati mandati: se fosse stato diversamente, perché Prodi e Mastella non avrebbero eccepito mai l'incompetenza del sostituto De Magistris? Il quale non si é lasciato intimidire neanche dai proiettili inviatigli da inesistenti Brigate Rosse, in sintonia con analoga intimidazione fatta ai danni del giudice Clementina Forleo. Che ha avuto il coraggio di non lasciarsi blandire da promesse di prebende e di non essere intimidita dalle minacce attuate a mezzo telefonate silenziose e proiettili di improbabili brigatisti.
Intanto lo scandalo delle scalate bancarie che sono costate frodi di miliardi di euro a milioni di risparmiatori é stato insabbiato con gioia dei responsabili che restano abbarbicati alle loro poltrone come l'edera che “lecca la scorza dell'olmo tutore” ( Cirano de Bergerac).
Gravi scandali !
In ogni caso, - diciamo la verità- ce ne sarebbe abbastanza per chiedere le dimissioni di Prodi e di un paio di Ministri per i gravissimi scandali che sono già venuti alla luce. Anche se questo ci dovesse costare un ritorno di Berlusconi: poiché se la situazione dovesse restare quella che é - con gli stessi ladroni che ci fanno vergognare di essere di sinistra,- una riscossa del centro sinistra contro Berlusconi diventerebbe ancora più difficile. Ma questo lo sa Walter Veltroni o pensa solo all'ammodernamento e alle riforme della Costituzione?
Una storia dimenticata ...
Queste vicende di De Magistris e Forleo evocano alla mia memoria la drammatica e dimenticata storia di un altro coraggioso magistrato, Giuseppa Geremia, che nel 1996 indagava sullo scandalo della Cirio Bertolli DeRica e sull'alta velocità: scandalo che denunciai inutilmente a Prodi ed alla Commissione antimafia nel 1996 dopo una inchiesta magistrale svolte dalla Criminalpol e dall'Arma dei Carabinieri su mia richiesta. Per quella inchiesta io fui sottoposto ad attacchi concentrici di destra, che chiese la mia rimozione come relatore, e di sinistra, che non mi difese. E fui isolato in Commissione e la mia relazione non venne mai discussa; e guarda caso la legislatura venne interrotta bruscamente dopo due anni senza che ce ne fosse alcuna ragione seria: ciò significa che la fine della legislatura fu dovuta alla volontà di evitare che io denunziassi in commissione antimafia i responsabili istituzionali dei fatti di collusione mafiosa negli appalti. Nei rapporti della criminalpol emerse che sugli appalti per le grandi opere pubbliche avevano indagato Falcone e Borsellino e che questa poteva essere una causa della loro morte. La mia relazione non venne discussa : i vari Violante, Ayala, Bargone mi lasciarono solo e dissero che non c'erano prove di quello che affermavo. E poi venne definitivamente affossata dopo la mia sconfitta decisa dalla camorra dei casalesi interessata ai lavori dell'Alta velocità sulla tratta Napoli-Roma. Le mie residue speranze che giustizia fosse fatta dal PM Giuseppa Geremia andarono deluse. Costei aveva scoperto, dai documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza, che “il garante dell'Alta Velocità, intrisa di imprese di mafia e camorra, era Romano Prodi, mentre Lorenzo Necci, per coinvolgere un poco tutti quelli che contavano, inventò un comitato nodi dell'Alta Velocità composto dalla senatrice Susanna Agnelli, dal prof Carlo Maria Querci dal dott Giuseppe De Rita e dall'architetto Renzo Piano: la spesa preventivata era di 9 miliardi di lire”. Ma il collegio dei revisori dei conti fece osservazioni che non ebbero risposte. Il 25 novembre, al termine di una inchiesta serrata fondata anche sulla perizia contabile di ben 13.000 pagine svolta dal prof Renato Castaldo, il PM Geremia, con l'avallo del Procuratore Coiro, chiese il rinvio a giudizio per abuso di ufficio dell'ex Presidente del Giudizio Romano Prodi, quale ex Presidente dell'IRI. Anche allora si tenne conto del momento in cui erano stati ipotizzati i fatti di corruzione e non la qualifica attuale del presidente del Consiglio. ed il rinvio a giudizio di Carlo Saverio Lamiranda, in quanto legale rappresentante della FISVI che aveva acquistato la Cirio senza avere una lira. Ed infatti Lamiranda sarebbe stato in seguito incriminato e condannato per bancarotta e frode comunitaria. Nel frattempo il governo presieduto da Prodi approvò, con l'appoggio del Ministro della Giustizia suo difensore, una nuova legge che modificava in senso restrittivo l'abuso in atti di ufficio; ed il Presidente Prodi venne assolto perché il fatto non sussiste; ma la legge era ad personam. Ma non é finita qui.
Lo scandalo sulla TAV e Nomisma di Prodi.
L'inchiesta sulla Cirio era appena cominciata che la dottoressa Geremia subì - sarà lei stessa a raccontarmelo - insulti telefonici, minacce, chiamate silenziose ed intimidazioni ad opera di ignoti. Esattamente come é accaduto a Luigi De Magistris e a Clementina Forleo. Nel frattempo la Geremia ridà slancio alla inchiesta sull'Alta Velocità con dentro l'affare Nomisma che, secondo i magistrati di La Spezia, era stato insabbiato dal PM Giorgio Castellucci. Le minacce e gli insulti si intensificano: Geremia ha paura, ma non per sé ma per l'anziana madre con cui vive da sola. Gli ignoti vigliacchi intensificano le minacce e gli insulti. Il movente si cela- lei intuisce- in quella inchiesta scottante che toccava santuari intoccabili. La Geremia era ancora più preoccupata perché il suo telefono era noto solo ad alcuni delle istituzioni. Ella decide di denunziare la tortura cui é sottoposta al commissariato di Polizia di Piazzale Clodio. Informa il procuratore della Repubblica Michele Coiro che le dà solidarietà ed avallo. Ma una tempesta si addensa sulla testa di Coiro: il CSM lo accusa di avere rapporti con il giudice Squillante, come se il rapporto istituzionale tra Procuratore Capo e Capo dei giudici delle indagini preliminari fosse vietato dalla legge e non necessario. Sta di fatto che dopo avere raccolto lo sfogo della Geremia, Coiro é costretto a lasciare la Procura di Roma. Da segnalare che Coiro era un esponente di magistratura democratica. E viene relegato alla direzione degli uffici di detenzione e pena. Egli é stato avvertito dal Ministro della Giustizia che se non se ne andrà , sarà sottoposto ad azione disciplinare. Poco dopo Coiro morì di crepacuore. “ La sua morte – mi confidò la Geremia - é stata un duro colpo per me. Mi ha sempre lasciato libertà di azione nella inchiesta sulla Cirio. Non glielo hanno perdonato. Lo hanno costretto a lasciare la Procura di Roma sette mesi prima che andasse in pensione”.
Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, alla udienza preliminare del 15 gennaio 1997 , il Gip Eduardo Landi decide di non decidere. E invia la decisione alla udienza del 28 febbraio 1997. Perché? Semplice! La Geremia, preoccupata dalle minacce che potevano travolgere l'anziana madre sola in casa , decide di chiedere il trasferimento in Sardegna, ma vorrebbe concludere l'inchiesta sulla Cirio: ma non le sarà consentito. La motivazione della sentenza assolutoria di Prodi, anziché essere depositata nel termine di legge del 23 gennaio 1998, giunge sul tavolo della Geremia il 9 febbraio 1998, due giorni dopo che la stessa Geremia era stata trasferita alla Procura Generale di Cagliari. E così ella non aveva potuto presentare impugnazione- così mi disse- contro l'assoluzione di Prodi.
E sullo scandalo calò un silenzio tombale, rotto solo dalla mia denunzia nel libro Corruzione ad Alta Velocità.
La storia si ripete...
Oggi si ripropongono scenari simili, e la giustizia e la verità rischiano un'ennesima sconfitta! O c'é speranza che giustizia sia fatta e che il CSM e la Procura Generale della Cassazione ristabiliscano la legalità violata?

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18 commenti:
Grazie per aver chiarito, anche con l'aiuto della storia recente, quello che sta succedendo nei più alti gradi della giustizia italiana
Sono una cittadina italiana e non ho grandi competenze di economia e politica,eppure so,nella mia grandissima ignoranza,che se un qualsiasi potere ha modo di poter mettere radici, nel 99% dei casi questo potere diventa corrotto e corruttore.
Se io che sono una semplice cittadina so questo,figuriamoci se non lo sanno chi occuppa posti di potere.
Eppure sembrano non conoscere questa semplice affermazione o meglio ancora,fanno finta di non saperla.
Tutti i partiti, ormai diventati club,hanno a cuore solo il profitto,il denaro e come salvarsi da eventuali condanne.
La mafia non è più il contadino con la lupara,la mafia è quella che ha studiato,che si è laureata e che siede sulle poltrone del potere:in banca,in parlamento o addirittura nel governo...come ci ricordava in una intervista il grande giornalista,ucciso dalla mafia,Giuseppe Fava.
Noi semplici cittadini, che crediamo nella democrazia,nei valori della costituzione,come possiamo sperare di poter cambiare tutto questo,se nessuno di questa classe politica ha interesse a cambiare questo stato di cose.
Loro si sono impadroniti di tutti i poteri e addirittura minano l'indipendenza della magistratura.
Sono nauseata da questa casta che non solo è corrotta e corruttrice,ma che ha anche le mani sporche di sangue.
Ma con che faccia questa gente si guarda allo specchio la mattina?
Gente senza etica e senza nessuna morale,che di fatto hanno diviso l'Italia in due:quella nostra di cittadini con regole e leggi e quella loro senza regole,piena di soldi e con leggi fatte su misura per i loro interessi.
Quale scelta abbiamo per cambiare? La sinistra di Prodi,Veltroni,Fassino & C.oppure Berlusconi,Dell'Utri & C.? Come dire:scegliete tra il peggio e il super peggio!
Perché non posso scegliere tra il meglio e il super meglio?
E' questa la democrazia che vorrei,una democrazia pulita,onesta,trasparente e che veramente è al servizio del popolo.
Mi scusi signor giudice per le mie parole molto semplici,ma amo il mio paese e sono stanca di questa casta che la continua a sporcare.
Non hanno nemmeno il pudore di vergognarsi,loro,la casta,sanno benissimo che sappiamo tutto ma fanno finta di niente e proseguono tranquillamente per la loro strada.
Sinceramente questo mi preoccupa.In un altro paese sarebbe successo uno scandalo e ci sarebbero state molte dimissioni.
Invece c'è stato solo silenzio e a parte Di Pietro,nessuno ha parlato e nessuno ha gridato allo scandalo.
Questo silenzio è la conferma tacita che oramai tutte le istituzioni sono inquinate.
A volte mi verrebbe da piangere tanto è il senso di impotenza,ma come ha detto il fratello del giudice Borsellino non è più tempo di piangere,ma di essere arrabbiati!
E sinceramente mi sto rendendo conto che siamo in tanti ad essere arrabbiati e questo mi rende felice,perché allora c'è speranza per il futuro della nostra democrazia.
Ringrazio tutti i giudici,che come lei,ridanno speranza e fiducia al popolo italiano!
Grazie di cuore!!
Buonasera scrivo dalla Valsusa terra di un "tentato TAV" la volevo ringraziare per tutto quello che fa e donarle la mia più sincera solidarietà. Scriva ancora sul suo blog e soprattutto a Beppe Grillo che gode di un grande bacino di utenza saluti Matteo
Vorrei esserle grato per la chiarezza e per i dettagli che solo un uomo di giustizia quale lei è puo esporre.
Mi domando e domandero ai vari blog perchè una persona come lei non è stata recentemente invitata a spiegare in maniera chiara gli ultimi ed altri avvenimenti.
Se Clementina Forleo si è rivolta a Ferdinando Imposimato come garante un motivo ci sarà?
Sono un cittadino italiano , schifato dalle istituzioni italiane e nelle quali più non crede.
La ringrazio per la sua chiarezza dottor Imposimato , ma tanto nessuno delle persone coinvolte in questa , come in tante altre storie, avrà il buon senso di dimettersi ( utopia) . Quasi tutti i giorni sentiamo di politici ,banchieri ,manager coinvolti in storie simili anche peggiori ma sono sempre lì a prenderci in giro con le loro chiacchere . Fatti non se ne vedono proprio . Le uniche decisioni che prendono sono per aumentarci le tasse, aumentare il biglietto del treno o qualsiasi altra cosa possa servire per ingrassare il loro portafoglio.Sinceramente deluso da questa classe politica che è attenta solo ai propri interessi . Vorrei abitare in un paese civile ma non credo che mai sarà possibile.Se non conosci qualcuno non puoi muoverti ne far rispettare i propri diritti. Che schifo che vergogna
Egr. dott. Imposimato,ho letto questa mattina la notizia che il Giudice Forleo avrebbe ritrattato,di fronte al CSM,la denuncia di minacce ricevute.Avevo precedentemente letto che lo stesso Giudice aveva inviato a Lei una memoria delle minacce subite.Ora ,poichè penso che la Dott. Forleo non sia una visionaria,devo dedurre che siamo in mano ad un regime del terrore che riesce a stravolgere ed intimidire chiunque a discapito della verità e della legalità. Sono molto spaventata da questa idea e avremmo bisogno che,Magistrati della sua levatura,potessero fermare,con il nostro incondizionato aiuto,questa spirale infernale che calpesta ogni diritto costituzionale.Se necessario, non potremmo rivolgerci alla Comunità Europea?Siamo in tanti ad aver paura di questa politica,ormai,dittatoriale ci aiuti! Margherita Cardone
Grazie per la chiarezza. Bisognerebbe fare in modo che anche questi pareri e dati fossero effettivamente messi a disposizione di tutti, suggerendo alle fonti "ufficiali" di informazione di comunicare agli italiani della presenza di blog di questo calibro.
Un abbraccio.
Magistratura indipendente dalla politica
Quanto sta accadendo in questi giorni e in queste ore, con la minaccia di querela alla dott.ssa Forleo da parte di un Ministro del Governo, deve destare grande preoccupazione in tutti noi.
Pensavamo di esserci liberati di un Governo, quello di centrodestra, che ha fatto dello scontro con la magistratura il proprio vessillo, e oggi ci troviamo ancora una volta a discutere di scontro tra politica e magistratura, di una politica che tenta di mettere il bavaglio ai magistrati.Un film purtroppo già visto!
Gli attacchi al pm di Catanzaro, dott. Luigi De Magistris, e al GIP di Milano, dott.ssa Clementina Forleo, allontanano i cittadini dalle istituzioni, mentre passa il messaggio di una politica che vuole sfuggire al giudizio di legalità.
A sostegno del principio costituzionale di indipendenza della magistratura e per una democrazia forte e rappresentativa, l’Italia dei Valori della Regione Puglia, su iniziativa del Dipartimento Regionale Giustizia coordinato dall’avv. Anna Spinelli, ha promosso una giornata di grande mobilitazione del partito per sensibilizzare l’opinione pubblica e per raccogliere le firme a sostegno dei due magistrati.
Domenica 11 e lunedì 12 novembre saremo in oltre 30 piazze della Puglia con i nostri attivisti davanti alle sedi dei tribunali pugliesi. Domenica mattina, a partire dalle ore 10, sarò a Francavilla Fontana, la città natele della dott.ssa Forleo, in Viale Vincenzo Lilla per fare fronte comune contro chi vuole “tenere in ostaggio lo Stato”, non assicurando alla magistratura strumenti e autonomia necessari.
A tutti i cittadini, pugliesi e non, chiediamo di sottoscrivere l’appello per l’indipendenza della magistratura, per dire NO al trasferimento “coatto” del pm De Magistris, per esprimere solidarietà al GIP Clementina Forleo. Dal nostro sito della regione Puglia potrete scaricare la modulistica per la raccolta firme oppure sottoscrivere la petizione popolare direttamente da casa, compilando l'apposito modulo per la firma singola e spedendola via fax alla nostra sede regionale: 080.80.84.78.
Ci rivolgiamo a chi ritiene insopportabile l’arroganza di una classe politica che tenta di distogliere lo sguardo dalle inchieste indipendenti della magistratura, a chi teme l’indebolimento delle istituzioni, a chi vorrebbe una magistratura autonoma dal potere politico perché il reato, confermato dai vari gradi di giudizio, rimane tale a prescindere da chi lo compie. A tutti i cittadini di buona volontà chiediamo pertanto di raggiungerci nei punti di raccolta, di mobilitarsi, di non restare indifferenti e di mettere una firma “di libertà”.
Pierfelice Zazzera
Coordinatore Regionale
IDV Puglia
Dr Imposimato, Lei scrive:-" ...con il nuovo codice di procedura penale del prof Giuliano Vassalli l'avocazione venne del tutto svuotata della sua portata di strumento lesivo della indipendenza dei magistrati, compresi i PM, e mantenuta solo per casi tassativi ruotanti attorno alla inerzia del magistrato o del PM; se ad esempio un PM, indagando per un delitto gravissimo di corruzione o criminalità organizzata o terrorismo, non provvedeva, nonostante le prove, a iniziare l'azione penale, come era suo dovere, il Procuratore Generale interviene per sostituirsi al magistrato inerte ed insabbiatore".
Egr. dr. Imposimato,
in queste poche sue righe Lei riesce a ben spiegare le ragioni per le quali si chiede e si concede l'AVOCAZIONE:"..quando il PM, indagando in un delitto gravissimo di corruzione o criminalità organizzata o terrorismo, non provvede, nonostante le prove, a iniziare l'azione penale come è suo dovere, il Procuratore Generale interviene per sostituirsi al magistrato inerte ed insabbiatore".
Ma De Magistris NON è stato inerme nell'azione penale;, non ha cercato di nascondere le prove , insabbiando l'inchiesta; ANZI, è stato celere nell'azione penale rispettando la Costituzione che con l'art. 112 decreta l'OBBLIGATORIETA' dell'azione penale, non appena il PM è a conoscenza che Tizio e/o Caio hanno commesso un reato come risulta agli atti.
Invece a me , parte lesa in un procedimento penale, è successo che:
-Un Pm, indagando per un delitto gravissimo di corruzione, di violazioni del Codice della strada ,di procurato pericolo e danno, di mancata sorveglianza, ecc
- non ha provveduto, nonostante le prove a sua disposizione, ad iniziare l'azione penale, come era suo dovere,
-ha secretato immotivatamente(per ben 10 mesi!) una perizia d'ufficio contenete ben 150 pagine documentate delle irregolarità relative all' appropriazione indebita di suolo pubblico - un tratto di STRADA + la piazzola di sosta dell'ANAS!-da parte del privato che ha alterato e modificato l'assetto stradale di un'intersezione rendendo la strada non riconoscibile e non delimitandola dalla sua proprietà,
-ha insabbiato documenti e prove,
e pertanto il Procuratore generale è intervenuto, su nostra segnalazione, a sostituirsi al PM inerte ed insabbiatore, per concludere le indagini ed avviare il Procedimento alla 1^ udienza preliminare.
E tutto questo da semplici cittadini e con le sole nostre forze, perchè gli avvocati non volevano farlo:
-Io qui ci devo vivere!,
-Poi me la fanno pagare!,
-Contro i magistrati non si va,
-Il magistrato può tutto!
-Il PM non deve dare conto a nessuno di quello che fa!
-Anche i procedimenti di Berlusconi arrivano alla prescrizione!
Queste erano le risposte dateci da molti.
Immaginatevi tale percorso simile ad un vero e proprio "calvario"con in più il dolore per aver perso l'unico figlio diciannovenne in quel luogo chiamato "l'incrocio della Morte!"
Oltre a questo ritardo doloroso di tre anni e 7 mesi, abbiamo subito minacce ed intimidazioni INQUALIFICABILI, indegne e VILI per un paese che si ritiene civile; proprio in concomitanza con l'azione penale, la tomba di nostro figlio è stata più volte vilipesa con scritte ingiuriose ed infamanti.
E quel PM si è giustificato così:-Appena ci muoviamo , reagiscono!
PS
Quindi il PM, passato poi all'(IN)civile, sapeva bene chi erano gli autori di quel gesto, conosceva bene la forza delle menti malate che in quel momento stava proteggendo e tutelando, nonostante i gravi reati, gli abusi e le violazioni di sua conoscenza ed agli Atti.
Quale nome dare a questi magistrati se non l'appellativo di "SCIACALLI del DOLORE?"
Questo accade nelle Procure MALATE e corrotte dell'ITALA, e nel NORD.
Grazie , dr. Imposimato, e coraggio, a Forleo e De Magistris.
Non potendo lasciare un commento piu' articolato per mancanza di tempo, mi sembra doveroso ringraziare l'autore del blog per il lavoro certosino di denuncia dei fatti esposti. Questo blog merita di essere popolare almeno quanto quello di Beppe Grillo e, piu' dell'altro, essere incoraggiato nella sua attivita'.
Le iniziative promosse dovrebbero trovare il sostegno di tutti i naviganti. Dimostrazioni, lettere al Presidente della Repubblica, e manifestazioni di piazza potrebbero essere proposte da blogs come questi e diffusi da altri di analoga ispirazione.
A noi la responsabilita' di difendere valori come liberta' e giustizia, guadagnati a caro prezzo dai nostri antenati e troppo spesso millantati da sedicenti depositari di sapere politico, difensori dell'interesse generale.
M. Cibelli
Egregio Dott. Imposimato, Le sono grato per la chiarezza e la dovizia di particolari con i quali ha voluto far luce sulla angosciante "situazione DeMagistris".
In questo clima così ambiguo c'è una enorme necessità di "vera informazione".
La prego di proseguire nel suo impegno a favore dei suoi colleghi (De magistris e Forleo)che sembrano sempre più isolati nello svolgimento del loro compito, quando gli viene concesso di svolgerlo!
Oggi abbiamo assistito, mortificati, all'epilogo della vicenda professionale del GIP Foleo.
Il CSM ha deciso e qualche componente dell'organo di auto governo della Magistratura si è sentita in dovere di precisare che Forleo e De Magistris sono cattivi magistrati.
Ci vuole un gran coraggio ad essere italiani.
Veniamo al dunque: lei ha testimoniato di aver dedotto le pressioni sulla Forleo dai giornali. La Forleo invece sostiene che Lei era testimone diretto.
Delle due l'una: o la Folreo è pazza, oppure Lei e altri colleghi della Forleo non avete il coraggio...
Perche non ci spiega questo?
Vagus
.....CONTINUA......l problema e’ uno solo il CSM e’ politicizzato, il suo presidente e’ il presidente della Repubblica, On. Giorgio Napoletano, il Vice presidente Nicola Mancino, la prima commissione che ha avviato le pratiche per il trasferimento, ha al suo interno due esponenti marcatamente politicizzati, uno in quota AN (Anedda Gianfranco) e una in quota Pdci (Vacca Letizia).Io mi domando allora, il CSM risponde ai partiti? Il CSM e’ autonomo? Il CSM sta tentando di togliere legittimamente di mezzo un magistrato scomodo?.............e lasciare le indagini nelle mani della Forleo, e’ questo infatti il punto dolente, il sospetto.Il sospetto che abbiano voluto insabbiare, il sospetto che abbiano voluto coprire, il sospetto che a volte e’ peggio della verità...........CONTINUA..........
http://spadafora-live.blogspot.com/
Grazie per i tuoi articoli.
Ho diffuso dei tuoi contributi sul servizio personalizzato di informazione via mail che ho realizzato. www.obiettivo.info/FabioNews.
Commenti, critiche, suggerimenti e/o collaborazioni sono ebnvenute!
grazie
Fabio
Oliviero Bhea e Forleo, sostengono che Lei gli aveva riferito delle pressioni per conoscenza diretta, e prima che queste avvenissero.
Lei invece da una parte li smentisce entrambi, dall'altra difende la FORLEO e DE MAGISTRIS.
A CHE GIOCO STA GIOCANDO?
SI VUOLE DEGNARE DI SPIEGARCELO?
SENNO CHIUDA UN BLOG INUTILE.
VAGUS
Gentile Dottor Ferdinando Imposimato,
mi chiamo Antonio Iafano e scrivo a nome del movimento antimafia giovanile "Ammazzateci tutti". Stiamo cercando di organizzare un meeting studentesco con le scuole di Cassino (FR), che prende il nome di "Legalità in Ciociaria". Visto la sua vasta esperienza in campo di legalità, dovuta alla sua professione che l' ha vista prima giudice istruttore dei più importanti casi giudiziari che hanno fatto la storia d'Italia, poi membro della Commissione Parlamentare Antimafia e Presidente onorario della Corte di Cassazione, saremo felici per non dire onorati della sua partecipazione come relatore del meeting dato che è già stato realatore a diversi convegni realizzati a Cassino. L'iniziativa da noi proposta ha lo scopo di diffondere la cultura della legalità con particolare riguardo alla prevenzione del fenomeno mafioso tra i più giovani partendo dalla scuole. Il meeting ancora in fase di organizzazione sarà realizzato nella Sala Polivalente Alessandro Manzoni del Comune di Cassino o in alternativa nell'Aula Pacis di proprietà dell' Università degli Studi di Cassino. Le informo che l'Assessorato alla Cultura del Comune di Cassino ha manifestato apprezzamento per le sue finalità culturali. In oltre saranno presenti personaggi istituzionali e di rilievo. Il giorno, l' ora e i probabili relatori sono ancora da definire, ma possiamo ipotizzare che il meeting si terrà nel mese di febbraio in giorno feriale e orario scolastico circa dalle 9 alle 13; saranno spettatori dell' evento diverse classi di tutti gli istituti scolastici superiore che in totale risulterebbe diverse centinaia di studenti.
In attesa di una sua rispostainvio cordiali saluti da parte di tutti i giovani di Ammazzateci Tuttie la prego di inviare una sua email in modo da inviare maggiori dettagli sull'evento.
antonioiafano@gmail.com
onorato di essere un suo concittadino
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